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Modifiche orari di apertura nel mese d'Agosto 2010
Sede di Como
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Supporto commerciale nel mese di agosto:
Dal 2 al 6 > Sigg. SCARABELLI - FRANCHI - BRENNA - Sig.ra CORTI
Dal 9 al 13 > Sigg. FRANCHI - SCARABELLI (fino al giorno 11) - Sig.ra CORTI
Dal 23 al 27 > Sigg. FRANCHI - FERRARIO
Dal 30 al 31 > Sig. BRENNA - FRANCHI - RONCORONI- NOSEDA - FERRARIO
Reparto Antennistica rimane chiuso dal 11 al 18 agosto
Reparto Elettrico rimane chiuso dal 13 al 17 agosto
Showroom Illuminazione rimane chiuso dal 13 al 21 agosto
Nuovi orario d'apertura solo per il mese d'Agosto
Banco: 08,00 - 12,00 e 14,00 - 18,00 * Sabato chiuso
Illuminazione: 09,00 - 12,00 e 15,00 - 19,00 * Sabato chiuso
Il servizio di consegna è sospeso dal 9 al 21 Agosto c.a.*
N.B. Per consegne urgenti contattare il Vostro venditore
BRENNA 031.3388230
FRANCHI 031.3388228
SCARABELLI 031.3388222
CORTI 031.3388258
NOSEDA 031.3388239
FERRARIO 031.3388223
CENTRALINO 031.525801
FAX Vendite 031.525803
Filiale di Merone
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Supporto commerciale nel mese di agosto:
Dal 1 al 7 > Sigg. GAFFURI - DE LORENZI - MASCIADRI - Sig.ra RAMPOLDI
Dal 7 al 21 > CHIUSURA TOTALE UFFICI e MAGAZZINO
Dal 23 al 27 > Sigg. GAFFURI - SIg.ra RAMPOLDI
Dal 30 al 31 > Sigg. GAFFURI - DE LORENZI - MASCIADRI - Sig.ra RAMPOLDI
Il magazzino rimane chiuso dal 7 al 21 agosto
Nuovi orario d'apertura solo per il mese d'Agosto: 08,15 - 12,00 e 14,00 - 18,30
*Sabato chiuso
GAFFURI 031.651153
DE LORENZI 031.651153
MASCIADRI 031.651153
RAMPOLDI 031.651153
ROVEDA 031.651153
Filiale di Tradate
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Supporto commerciale nel mese di agosto:
Dal 1 al 6 > Sig. DOTTI - BASILICO
Dal 7 al 21 > CHIUSURA TOTALE UFFICI e MAGAZZINO
Dal 23 al 31 > Sig. DOTTI
Il magazzino rimane chiuso dal 7 al 21 agosto
Nuovi orario d'apertura solo per il mese d'Agosto: 08,15 - 12,00 e 14,00 - 18,30
*Sabato chiuso
DOTTI 0331.810920
Filiale di Caiolo
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Supporto commerciale nel mese di agosto:
Dal 1 al 6 > Sigg. MOLINARI - SCHIAVONI
Dal 7 al 21 > CHIUSURA TOTALE UFFICI e MAGAZZINO
Dal 23 al 31 > Sigg. MOLINARI - SCHIAVONI
Il magazzino rimane chiuso dal 7 al 21 agosto
Nuovi orario d'apertura solo per il mese d'Agosto: 08,15 - 12,00 e 14,00 - 18,30
*Sabato chiuso
MOLINARI 0342.354032
SCHIAVONI 0342.354032
Filiale di Mariano
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Supporto commerciale nel mese di agosto:
Dal 1 al 6 > Sigg. ALBORESI - VERGA - TOSETTI
Dal 7 al 21 > CHIUSURA TOTALE UFFICI e MAGAZZINO
Dal 24 al 27 > Sigg. ALBORESI - POZZI
Dal 30 al 31 > Sigg. ALBORESI - POZZI - VERGA
Il magazzino rimane chiuso dal 7 al 21 agosto
Nuovi orario d'apertura solo per il mese d'Agosto: 08,15 - 12,00 e 14,00 - 18,30
*Sabato chiuso
ALBORESI 031.743535
VERGA 031.743535
POZZI
TOSETTI 031.743535
* Solo per il mese di Agosto.
.... buone ferie a tutti !!!
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La filiera del fotovoltaico nel 2009 vale 2,3 miliardi
di Luca Dello Iacovo
Nel 2009 la filiera del solare fotovoltaico ha raggiunto i 2,3 miliardi. Gli impianti hanno aumentato la potenza di 580 Megawatt: +72% sul 2008. Sono i risultati delle rilevazioni del "Solar energy report" del Politecnico di Milano. Il Conto energia ha sostenuto la crescita ma i fondi sono in via di esaurimento. Il progetto del governo per ulteriori incentivi è pronto: il piano prevede un tetto di 3 mila Megawatt di potenza installata nei prossimi tre anni. «Il ministero dello Sviluppo economico ha trovato un accordo con il ministero dell'Ambiente e dei Beni Culturali per il nuovo Conto energia. Ora serve l'approvazione della conferenza unificata Stato Regioni», ha dichiarato Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico.
Nel Mezzogiorno sono raddoppiate in media le installazioni di fotovoltaico. Tanto che la Puglia ha superato la Lombardia con una crescita del 110 per cento. Anche gli operatori del settore aumentano: sono 700, +12% sul 2008. «I produttori italiani di celle e moduli nel 2009 hanno tenuto. Anzi, sono aumentate le esportazioni», osserva Vittorio Chiesa, direttore Energy and strategy group del Politecnico. Le tecnologie di "prima generazione" (costruite con silicio policristallino o monocristallino) raggiungono l'85% della potenza installata. Previsioni positive per gli impianti a film sottile: arriveranno al 34% del mercato globale entro il 2012, supportati dagli investimenti di Cina e Stati Uniti. «Il costo è inferiore perché richiedono meno materiale attivo e sono applicabili con maggiore facilità», aggiunge Chiesa. Riflettori puntati anche sul solare termodinamico: tra dieci anni raggiungerà nel mondo i 18,6 Gigawatt. Per le imprese le opportunità crescono in competenze ingegneristiche e costruzione di specchi, giunti ad alta tenuta e pompe fluidodinamiche.
Le fonti pulite sono terreno fertile per le startup che si sfidano a Milano nella competizione TechGarage sui migliori progetti innovativi, in programma oggi al Politecnico dalle 9 alle 13.30. A organizzarla l'associazione TechGarage con Dpixel, Università Luiss “Guido Carli”, Acceleratore d'Impresa del Politecnico di Milano e Fondazione Politecnico, sostenuta da Enel Green Power.
Molte le proposte per la generazione sostenibile di energia. A partire dalle abitazioni. Gianluca Cecchetti è il fondatore di Enatek: ha scommesso su microgeneratori eoloci orizzontali, lunghi tre metri e simili a rulli: l'obiettivo è installarli sui tetti degli edifici senza danneggiare il panorama. Sfruttano l'"effetto parete": il vento si comprime lungo i palazzi e poi si espande oltre l'ultimo piano. Ha collaborato allo sviluppo della microturbina l'università di Pisa. La veronese Ici Caldaie punta su Sidera30: l'impianto trasforma il metano in idrogeno attraverso celle a combustibile. Migliora l'efficienza dei consumi rispetto alle tecnologie tradizionali e limita le emissioni inquinanti: fornisce alle abitazioni energia elettrica e calore. A Catanzaro un team di ricercatori guidati da Marco Castriota ha progettato una pellicola elettrocromica da applicare alle finestre. Incrementa l'isolamento termico delle abitazioni. È gestita attraverso un sistema wifi, attivato mediante un telecomando. Il nome della startup è Notredame: un omaggio alle vetrate della cattedrale di Parigi.
dal Sole 24 Ore |
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Procedure più semplici per installare i pannelli solari
di Luca Salvioli
Tra gli interventi domestici liberalizzati dal decreto legge varato venerdì dal Consiglio dei ministri c'è anche l'installazione di pannelli solari, termici o fotovoltaici, senza serbatoio, da realizzare sugli edifici al di fuori dei centri storici (zona A). Per l'uso residenziale dei pannelli non ci sarà più bisogno della Dia. La denuncia di inizio attività andava presentata all'ufficio tecnico del comune con tanto di firma del responsabile del progetto, il nome dell'azienda incaricata e il documento unico di regolarità contributiva (Durc). Il Comune aveva tempo trenta giorni per opporsi, in caso contrario valeva il silenzio-assenso per l'inizio dei lavori.
Lo snellimento burocratico eviterà le code agli sportelli e agevolerà l'integrazione delle più diffuse energie rinnovabili sugli edifici. Va detto che già il decreto legislativo 115 del 2008 aveva tolto l'obbligo della dia «per impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi», dunque in un numero più limitato di casi. Alcune regioni, poi, hanno già adottato da tempo regolamenti di questa natura molto diversi tra loro. In attesa delle linee guida nazionali per l'autorizzazione degli impianti da fonti rinnovabili - che sono slittate a dopo le elezioni regionali insieme al nuovo conto energia per il fotovoltaico - il decreto snellisce e uniforma le procedure per installare i pannelli solari sulle abitazioni.
dal Sole 24 Ore |
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Digitale terrestre
Nel Nord Italia lo switch-off viene rimandato in autunno
Inizieranno solo tra settembre e ottobre i primi switch-off del 2010, cioè i passaggi definitivi alla tv digitale terrestre - e riguarderanno Lombardia e Piemonte orientale; poi toccherà a Emila Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Loswitch-over, cioè il passaggio di Raidue e Retequattro alla nuova tecnologia, nella macro-aera che comprende Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna si terrà invece a maggio.
Il calendario con le tappe del 2010 è stato fissato oggi nel corso della riunione del Cnid, il Comitato nazionale Italia digitale che ha accolto la proposta del viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani. Viene conferma pertanto uno slittamento delle date previste originariamente (in Lombardia e Piemonte orientale il passaggio era stato fissato nel primo semestre dell'anno), con ogni probabilità per evitare concomitanze con le elezioni regionali di marzo e con i mondiali di calcio in Sudafrica di giugno.
Dal 15 settembre al 20 ottobre passeranno totalmente al digitale la Lombardia, il Piemonte Orientale, le province di Piacenza e Parma; dal 21 ottobre al 25 novembre verranno coinvolte Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Con il passaggio al digitale della Liguria dal 26 novembre al 20 dicembre, si concluderanno i passaggi per l'anno 2010, che coinvolgeranno in totale 23 milioni di abitanti, portando il 70% della popolazione italiana in ambiente interamente digitale.
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Per sopravvivere nei mercati globali, le aziende devono trovare nuovi modi per integrare la produzione su scala mondiale al fine di ridurre i costi e attingere a nuove fonti di conoscenza e competenza. Occorre pianificare in modo attento dove e come avverrà la produzione e a chi sarà affidata.
Al contempo, l'avvento di nuove tecnologie e di nuovi modelli di business consente alle imprese di scomporre e ricomporre gli elementi costitutivi delle rispettive attività – gestione acquisti, produzione, ricerca, vendite, distribuzione, solo per fare qualche esempio - in nuove combinazioni e presso nuove sedi, con una più stretta interazione tra partner, fornitori e clienti.
In questo nuovo scenario di business, solo le aziende efficienti, competitive e produttive sono destinate a sopravvivere. Le aziende manifatturiere globali sono spinte con sempre maggiore urgenza a migliorare la produttività e la performance per rimanere competitivi e non rischiare di lasciare via libera a rivali più efficienti.
Anche un piccolo miglioramento può funzionare
Anche chi produce a basso costo in Asia e nell'Europa dell'est deve affrontare oggi una concorrenza agguerrita, poiché la rapidità della crescita attira sul mercato nuovi attori. C'è però una buona notizia: anche un piccolo miglioramento in termini di produttività può servire a rendere più competitivi, consentendo un notevole risparmio.
ABB progetta e realizza prodotti, sistemi e servizi innovativi che consentono alle aziende di aumentare la produttività e restare competitive.
Quasi tutte le aziende sono già ricorse ai metodi classici per accrescere la produttività, come l'automazione di operazioni semplici, l'outsourcing finalizzato a trarre vantaggio da una manodopera a basso costo, oppure l'ottimizzazione della catena di fornitura.
Oggi le aziende manifatturiere sono alla ricerca di nuove modalità per incrementare la produttività e la risposta sta in una sintesi tra sistemi di automazione efficienti e affidabili, programmi di asset management e gestione dati in tempo reale e una profonda conoscenza dei processi produttivi.
Questo è di particolare importanza in un contesto in cui la produzione non è più vista come qualcosa di estraneo al resto dell'azienda, bensì come una sua parte integrante, che deve operare nel rispetto di vincoli societari.
Una sfida complessa
L'ottimizzazione degli impianti spesso rappresenta una sfida complessa. Migliorare la produttività degli impianti può di per sé costituire un processo difficile.
Ma gli esperti ABB nel campo dell'energia e dell'automazione sono già riusciti in questo intento con migliaia di clienti, utilizzando strumenti e strategie collaudati in tutti i comparti manifatturieri.
Grazie alle sua vasta competenza e ad una base installata su scala globale, ABB sviluppa tecnologie che consentono a clienti operanti in diversi settori di ottimizzare la produttività; grazie ad una combinazione tra sistemi di automazione e conoscenza dei processi produttivi, ABB supporta i propri clienti nella crescita e nell'uso più efficiente dell'energia.
Le competenze maturate in ogni singolo comparto industriale vengono poi condivise all'interno del Gruppo ABB, che promuove il trasferimento dei benefici individuati da un settore all'altro.
Sapere e industria
I nostri ingegneri ricercatori uniscono all'esperienza maturata presso il cliente le competenze acquisite attraverso la collaborazione con circa 70 tra i principali centri di ricerca universitaria del mondo.
I prodotti ABB hanno tempi di consegna molto brevi, si installano facilmente ed il loro costo lungo tutto il ciclo di vita è basso. Le nostre soluzioni migliorano la qualità e aumentano il tasso di produzione, riducendo al contempo gli scarti. Inoltre, i numerosi servizi proposti da ABB consentono di ottenere sempre il meglio dagli impianti installati, consentendo ai clienti di concentrarsi sul proprio core business.
L'accelerazione di un sistema o la riduzione degli scarti, ad esempio, consentono ai clienti di sfruttare maggiormente i sistemi installati, ottenendo un migliore ritorno dell'investimento.
Strumentazione, motori, azionamenti e sistemi di controllo ABB provvedono in modo integrato al monitoraggio e alla regolazione di variabili di processo quali la temperatura, la pressione e la composizione dei materiali, nel rispetto delle specifiche più rigorose.
Un milione al giorno
Ogni giorno ABB consegna ai suoi partner ed ai clienti finali oltre un milione di prodotti per l'automazione dedicati a un'ampia gamma di comparti industriali e delle utility, oltre che agli edifici per uso residenziale e commerciale.
I motori e gli azionamenti, fulcro delle soluzioni industriali ABB, da oggi sono sempre più efficienti da un punto di vista energetico e consentono di aumentare la produttività, la flessibilità e la qualità degli impianti, sfruttando in modo più intenso energia e materie prime.
Le soluzioni software ABB ottimizzano i processi, mantenendo costante la qualità della produzione e abbassando, al contempo, i margini di errore tradizionali.
Ad esempio, la misurazione in tempo reale eseguita grazie a software ed a sistemi ABB nel settore della raffinazione rende più efficiente la miscelazione della benzina, assicurando il livello di ottani dichiarato, senza superare i livelli specificati.
I sistemi di controllo ABB offrono funzioni esclusive per il controllo delle centrali elettriche, ad esempio in alcune applicazioni critiche degli impianti a carbone, come la desolforazione, la gestione di carbone e ceneri o i processi di trattamento acque reflue.
Al servizio di molti mercati
ABB si rivolge a diversi mercati, tra cui Oil & Gas, produzione di energia, industria chimica e farmaceutica, carta e cellulosa, industria metallurgica e mineraria, settore navale e turbochargers.
I servizi professionali ABB consentono ai clienti di ottimizzare l'efficienza complessiva degli impianti: eliminano i colli di bottiglia, ottimizzano la logistica dei processi, prolungano la durata di vita degli impianti, riducono i tempi di fermo, consentendo spesso considerevoli risparmi economici.
Le soluzioni ABB nel settore della robotica consentono di realizzare la produzione in tempi più brevi e con risultati qualitativamente migliori, proteggendo al tempo stesso gli operatori dai pericoli dell'ambiente di lavoro. Le nostre soluzioni applicati in diversi settori: industria automobilistica, settore della plastica, industria metallurgica, fonderie, elettronica, industria farmaceutica, alimentare e delle bevande.
Siamo fornitori leader di robot industriali, software, periferiche, celle robotizzate modulari nonché servizi per applicazioni quali la saldatura, la manipolazione, l'assemblaggio, la verniciatura e la finitura, le operazioni di prelievo, imballaggio, pallettizzazione e asservimento macchine.
Sempre più spesso i clienti affidano ad aziende esterne tutte le attività di analisi e manutenzione degli impianti, dedicandosi così esclusivamente al compito fondamentale di realizzare prodotti di qualità. ABB è uno dei più importanti fornitori di questo tipo di contratti di full service, in cui ABB si assume la responsabilità dei processi manutentivi del cliente – condividendo con il committente gli effetti positivi di questa attività.
Il ruolo centrale dell'innovazione
L'innovazione è un elemento fondamentale del costante successo del portafoglio di prodotti ABB per la produttività, quello che ci distingue dalla concorrenza.
Stiamo sviluppando nuove tecnologie in diverse aree: controllo di processo avanzato, programmazione in tempo reale, manutenzione predittiva, comunicazioni wireless, asset management remoto e dispositivi di automazione più piccoli e più intelligenti, oltre a una serie di servizi basati sulle performance che consentono al cliente di rendere più efficienti gli impianti installati.
Siamo alla costante ricerca di modalità più efficaci per elaborare l'enorme quantità di dati generata negli impianti industriali o nelle utility, in modo coerente e in tempo reale, affinché i nostri clienti possano affermarsi come le migliori realtà delle rispettive categorie.
Ma non sono solo i nostri clienti a trarre vantaggio da tutto ciò. Le stesse soluzioni che proponiamo, vengono applicate in ABB ai nostri processi industriali, per ottimizzare la produttività delle nostre stesse attività.
testo a cura di ABB S.p.A. |
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La rete del futuro
Al settore dell'energia è sempre stato richiesto di fornire energia sicura, economicamente efficiente e sostenibile. Tuttavia, negli ultimi 15 anni i mercati sono profondamente cambiati: la domanda è esplosa, i mercati sono stati liberalizzati e sono state introdotte fonti di energia rinnovabili. I cambiamenti hanno fatto sentire i loro effetti in tutto il mondo, ma soprattutto in Europa, dove le reti elettriche sono una realtà da lungo tempo consolidata. Oggi, l'accento posto sull'efficienza dell'energia, richiesta da tematiche ambientali e dalla riduzione delle risorse naturali, ha portato allo sviluppo di nuove tecnologie sia per i sistemi di generazione sia per i sistemi di fornitura dell'energia. Per mantenere l'equilibrio tra produzione e consumo di elettricità, le reti di distribuzione devono diventare più flessibili e reattive, sia nella struttura che nel funzionamento.
Le nuove tecnologie svolgeranno un ruolo centrale nel soddisfare queste esigenze e molte soluzioni innovative e collaudate sono già disponibili. La sfida ora è integrare tali soluzioni nella rete: rinnovando le reti presenti al fine di fornire sistemi moderni, flessibili e sostenibili: le reti di distribuzione del futuro.
Questo documento illustra l'opinione di ABB in merito alle opzioni disponibili per consolidare la rete di distribuzione elettrica in Europa.
Cambiamenti nel settore della produzione di energia
Dai primi anni '90, abbiamo assistito a due fondamentali cambiamenti nel settore dell'energia. Il primo è stato la liberalizzazione dei mercati dell'elettricità in tutto il mondo e che ha portato alla separazione tra la generazione di energia (ingrosso e dettaglio) e la trasmissione e distribuzione (T&D). Questo "unbundling" del settore energia ha ridotto il coordinamento tra le aziende che producono energia e gli operatori dei sistemi di trasmissione.
Il secondo importante cambiamento è stato la riduzione dell'uso di combustibili fossili, grazie ai miglioramenti nell'efficienza dei sistemi tradizionali di generazione e fornitura e in seguito al sempre maggiore impiego di fonti energetiche rinnovabili. Sono state costruite nuove centrali termoelettriche combinate, e il numero di impianti eolici è in rapida crescita.
Negli ultimi 15 anni, l'energia eolica ha guidato la crescita nel settore delle energie rinnovabili, grazie all'abbondanza di energia primaria e agli sviluppi tecnologici che hanno reso più competitivo produrre elettricità sfruttando la forza del vento. L'uso di fonti energetiche rinnovabili è inoltre al centro delle politiche dei governi di tutto il mondo e in alcune zone sono disponibili sostanziosi sussidi agli investimenti.
In Germania, che detiene la capacità installata maggiore al mondo, l'energia eolica è in grado di fornire fino a quasi 24.000 MW.
Conseguenze dell'aumento della generazione di energia da fonti rinnovabili
L'energia eolica è caratterizzata dalla dipendenza dalle piuttosto imprevedibili condizioni di vento locali, e dal fatto che molti dei migliori parchi eolici sono ubicati in luoghi remoti, lontani dai centri della domanda. La configurazione è radicalmente diversa rispetto agli impianti tradizionali, sviluppati attorno a una rete di stazioni termiche estremamente affidabili, poste in prossimità dei centri di consumo. In questo modo si evitava la trasmissione su lunghe distanze di grandi quantità di energia, per la quale il sistema non era mai stato predisposto.
Per fare fronte alle irregolari forniture di energia rinnovabile provenienti da postazioni a grandi distanze, occorre aumentare la capacità e la flessibilità della rete di trasmissione creata. Le perdite registrate nelle trasmissioni su lunghe distanze devono essere ridotte al minimo e i periodi di assenza di vento devono essere compensati da sistemi di fornitura di backup affidabili. L'energia rinnovabile deve essere almeno altrettanto affidabile quanto quella di tipo tradizionale.
L'alimentazione di backup per le energie rinnovabili può essere fornita da accumulatori di energia, da sistemi di gestione del carico o da impianti tradizionali. Poiché la tecnologia richiesta per immagazzinare energia in quantità sufficienti rimane spropositatamente costosa, la gestione del carico e l'uso di impianti tradizionali rimangono le nostre sole opzioni.
Nelle centrali elettriche tradizionali ciò comporta adattare le procedure operative per consentire l'avvio rapido di una capacità di riserva per soddisfare i picchi di domanda, mantenendo al contempo l'efficienza del proprio impianto.
L'impatto delle unità di generazione indipendenti
I blackout verificatisi in Europa nel novembre 2006 hanno dimostrato l'impatto delle unità di generazione indipendenti su un sistema di alimentazione interconnesso: in seguito a un arresto pianificato di una linea ad alta tensione in Germania, una serie di altre linee sono inaspettatamente saltate e la rete di alimentazione europea è stata suddivisa in tre aree separate, con ingenti squilibri energetici in ciascuna di queste. Ne sono derivati blackout della durata tra 20 e 90 minuti in oltre 15 milioni di abitazioni e si sono registrate estese interruzioni dei sistemi di trasporto e comunicazione. Uno dei principali fattori che ha contribuito alla gravità della situazione è stata la mancanza di coordinamento tra gli operatori europei dei sistemi di trasmissione.
Dopo il guasto iniziale, l'energia eolica nel Nord della Germania è stata automaticamente scollegata dalla rete, senza consultare gli operatori di sistema. In questo caso specifico, interrompere l'alimentazione ha stabilizzato la situazione (i parchi eolici si trovavano in una zona di sovrapproduzione), ma una mossa di questo genere avrebbe facilmente potuto peggiorare le cose.
Il ripristino della fornitura di energia elettrica è stato ritardato a causa della scarsa comunicazione tra le aziende addette alla generazione e gli operatori responsabili di ciascuna parte della rete: gli operatori non avevano accesso a dati in tempo reale dai generatori collegati alla rete.
È chiaro che i sistemi di gestione della rete di distribuzione devono essere cambiati e che le attrezzature devono essere aggiornate. Cito di seguito una relazione sui blackout della UCTE (Union for the coordination of transmission of electricity, Unione per il coordinamento della trasmissione di energia elettrica); "La crescita delle attività di mercato e il rapido ed efficace sviluppo della produzione regionale intermittente di energia elettrica a ridotta prevedibilità (energia eolica) hanno portato ad un netto aumento dei flussi di energia transcontinentali. Sebbene la rete sia stata originariamente creata per il supporto reciproco, è oggi diventata la piattaforma per lo scambio di volumi sempre maggiori di energia all'interno del continente.
In questo contesto, il funzionamento della rete è diventato molto più complesso."
Nuove opzioni per le reti di trasmissione di potenza
Le nuove esigenze di energia rinnovabile e di scambio commerciale di energia comportano che le griglie di trasmissione interconnesse non possano più contare sull'equilibrio regionale di domanda e offerta. Per correggere la situazione sono possibili differenti approcci.
Alcuni dei problemi potrebbero essere affrontati realizzando nuove linee di alimentazione, ma tale approccio tende a scontrarsi con gli enti locali di pianificazione e con l'opinione pubblica contraria all'installazione di linee ad alta tensione in aree residenziali o soggette a vincolo ambientale.
È preferibile optare per un migliore sfruttamento delle linee esistenti.
A questo scopo, è possibile installare dispositivi per la trasmissione flessibile in corrente alternata (FACT - Flexible Alternating Current Transmission ), come i compensatori statici VAR (SVC - Static VAR Compensators) e condensatori in serie, che migliorano la stabilità della tensione e consentono di fare passare maggiore energia sulle linee esistenti. Inoltre, proteggono la rete dalle "oscillazioni del sistema" e da altri disturbi.
La necessità di migliorare la capacità di trasmissione in blocchi, dettata dalla concentrazione delle centrali eoliche in aree costiere, lontano dai centri di maggiore domanda, può essere soddisfatta potenziando la rete esistente o costruendo una rete sovrapposta dedicata esclusivamente alle trasmissioni in blocchi. Tenendo presente che la rete esistente è stata pensata per uno scopo completamente diverso, ovvero per il raggruppamento delle riserve e non per la trasmissione su lunghe distanze, la realizzazione di una rete sovrapposta, o per lo meno di alcune line di backup dedicate, potrebbe essere la soluzione migliore. Tale rete potrebbe essere un sistema a corrente alternata (CA), con maggiori livelli di tensione, o un sistema a corrente continua ad alta tensione (HVDC). Quest'ultimo offre maggiore capacità di trasmissione per corridoio e non consuma potenza reattiva. Se usato insieme a VSCs - voltage source converters , basati su IGBT (Insulated Gate Bipolar Transistor) il sistema HVDC può inoltre offrire un supporto di energia reattiva alle reti locali di distribuzione.
Il sistema VSC-HVDC è una soluzione per le regioni in cui sono concentrati i parchi eolici, vale a dire aree remote alla periferia della rete. Il sistema VSC-HVDC di ABBsystem si chiama HVDC Light©. È disponibile dal 1997 ed è oggi in grado di raggiungere potenze nominali di 1.100 MW.
La capacità di HVDC Light® di generare potenza reattiva e di avviarsi da zero (condizioni di blackout) rende la tecnologia particolarmente adatta per collegare i parchi eolici offshore alle reti sulla terraferma. In molti casi è ragionevole estendere le connessioni HCDV fino all'interno, oltre le aree costiere, per realizzare collegamenti ad alto rendimento con la rete, realizzando in modo efficace il concetto di griglia sovrapposta.
Maggiore trasparenza per gli operatori
Con il sempre maggiore aumento della trasmissione di energia prodotta da fonti rinnovabili, le reti devono adattare non solo le proprie strutture di trasmissione, bensì anche la loro prontezza di risposta alle maggiori e più rapide variazioni di carico causate dalla produzione intermittente. Un'efficace gestione della rete sarà realizzata solo migliorando le procedure di raccolta e comunicazione dati, per fornire agli operatori informazioni aggiornate sullo stato dei componenti della rete. Nuovi sistemi di monitoraggio su vasta scala sono in grado di fornire tale servizio, usando strumenti di misura vettoriali PMU (phasor measuring units) in punti strategici della rete .
Le unità raccolgono dati in tempo reale sullo stato della rete, consentendo agli operatori di identificare i guasti e di intervenire prima che si estendano su larga scala.
Durante i blackout del 2006, gli operatori ignoravano che la rete si fosse suddivisa in tre sottosistemi asincroni e il ripristino dell'operatività fu pertanto ritardato. L'impiego di un sistema di monitoraggio esteso e una migliore comunicazione avrebbero evitato una situazione di questo tipo, e avrebbero favorito lo scambio di informazioni e velocizzato il ripristino del sistema. Con l'aumento del volume delle trasmissioni su lunghe distanze attraverso la rete, la frequenza di tali inconvenienti aumenterà. L'efficace raccolta dei dati critici per il sistema e la loro comunicazione agli operatori dei sistemi sono essenziali per la futura stabilità della fornitura di energia elettrica e sono esplicitamente specificate nel rapporto UCTE relativo ai blackout del 2006.
Come abbiamo visto, il crescente impiego di fonti energetiche primarie irregolari quali il vento pone ulteriori aspettative sui dispositivi di controllo del sistema di alimentazione. Tali esigenze hanno inoltre effetti sulla capacità di produzione delle riserve (capacità di fornire energia a breve termine per compensare disturbi di frequenza/interruzioni non pianificate e oscillazioni di carico).Ciò è di particolare rilevanza per i sistemi che si affidano a centrali a carbone per le riserve. L'avvio di tali generatori in risposta a oscillazioni della domanda può essere costoso e ridurre l'efficienza complessiva dell'impianto. Tuttavia, l'applicazione di moderne tecnologie di controllo per ottimizzare il processo può assicurare considerevoli risparmi. I sistemi ABB basati su modello, MODAN e MODAKOND, sono in grado di calibrare il funzionamento di turbine e caldaie nelle centrali termoelettriche a vapore, consentendo procedure di avvio e arresto più regolari, con conseguente minore usura delle apparecchiature, e contribuendo in misura percentuale alla riduzione delle esigenze di potenza ausiliaria dell'impianto. In modalità regolata – fondamentale per assicurare le riserve rotanti– è stato dimostrato un guadagno di rendimento dello 0,48 %.
Con l'incremento dell'uso dell'imprevedibile energia eolica, la capacità di riserva diventa sempre più importante. Per migliorare l'affidabilità e l'efficienza in questo senso potrebbe essere necessaria la modernizzazione degli impianti esistenti al fine di assicurare l'affidabilità della fornitura, in più un intervento di questo tipo è anche un'opportunità commerciale per gli operatori: in un mercato dell'energia liberalizzato, un'affidabile capacità di riserva è un prodotto da offrire sul mercato. Ad esempio, in un caso, la modernizzazione coordinata di turbina, caldaia e unità di controllo ha fatto impennare il grado di massimo adattamento di potenza(il tasso al quale un impianto è in grado di aumentare la propria potenza erogata) da 2 MW/minuto a 50 MW/minuto, e la precisione di comando da +/-5 percento a +/-0,5 percento. La modernizzazione ha consentito inoltre a questa centrale di fornire controllo della riserva primaria e secondaria.
Prospettive future
I sistemi di generazione dell'energia del futuro comprenderanno un numero sempre maggiore di energie rinnovabili, capacità di produzione distribuita e indipendente e, in molti casi, significativi volumi di scambi commerciali di elettricità. Ciò comporterà nuovi requisiti per i sottosistemi di generazione tradizionali e per la rete di trasmissione, in conseguenza della dipendenza regionale dalla disponibilità di energia primaria, delle fonti di energia primaria imprevedibili, delle informazioni limitate sul comportamento dei sistemi di generazione distribuiti e dell'impatto dello scambio commerciale di energia. Per gli operatori dei sistemi, il cambiamento più importante sarà la prevedibilità del sistema. In passato, l'unica variabile esterna che gli operatori dovevano gestire era la mutabilità della domanda dei consumatori (carico), tutto il resto era prevedibile. Ciò ha portato allo sviluppo di un sistema organizzato interamente attorno al carico. In futuro gli operatori dovranno considerare molte più variabili al di fuori del loro controllo. Dovranno bilanciare il sistema al fine di garantire la fornitura di energia elettrica sicura, efficiente e affidabile a cui le moderne società industrializzate sono ormai abituate.
Le tecnologie già disponibili per affrontare queste sfide comprendono moderni sistemi di controllo per le centrali elettriche, soluzioni per migliorare la capacità di trasmissione e ottimizzare la raccolta dati e i sistemi di comunicazione. La sfida dei prossimi anni non è quindi lo sviluppo di ulteriore tecnologia, bensì l'applicazione di soluzioni disponibili nelle reti esistenti. La conoscenza approfondita dei sistemi di produzione di energia esistenti sarà essenziale per implementare la corretta soluzione nel posto giusto al momento adeguato.
testo a cura di ABB S.p.A. |
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La pellicola che cattura il sole
l'ultima frontiera del fotovoltaico
di Orazio Vecchio
Superfici fotovoltaiche di spessore invisibile all'occhio umano, applicabili anche su plastica perché prodotte non attraverso l'uso del laser ma per mezzo di un procedimento a freddo. E che dunque potremo trovare su fogli di plastica o in forma di pellicola avvolta come carta da parati. L'ultima delle tecnologie nate nell'Etna Valley ... clicca sulla link utile per leggere tutto il servizio. |
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EVENTI
Dal 5 al 28 novembre 2009, fieramilano – Rho
EnerSolar+ il nuovo salone interamente dedicato all’energia solare fotovoltaicae termica. Si svolgerà in contemporanea con GREENERGY EXPO. Due grandi eventi dedicati alle energie rinnovabili: solare fotovoltaico e solare termico, geotermia, biogas, mini e micro idroelettrico, energia dal legno e pellets, cogenerazione e mercato dell’energia. |
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NEWS
Digitale terrestre, un italiano su tre è (quasi) pronto
di Antonio Noto
16 OTTOBRE 2009
Gli italiani ancora non si sono perfettamente adeguati al nuovo sistema del digitale terrestre. Poco più di uno su tre, infatti, ha acquistato il decoder esterno o un nuovo apparecchio televisivo per ricevere il segnale. Certo, il ritardo si accumula prevalentemente nelle zone in cui lo switch off ancora non è avvenuto. E tuttavia lo scarto non è così largo come ci si aspetterebbe: anche nelle aree già interessate dal passaggio la percentuale di chi ha già fatto l'acquisto è inferiore al 50%.
Chi si è attivato verso la nuova tecnologia lo ha fatto soprattutto nell'ultimo anno, e ha optato per un passaggio morbido: la maggioranza ha infatti privilegiato la tecnologia zapper, quella cioè che amplia il parco canali disponibili senza includere tra questi i canali a pagamento.
Non ci sono stati particolari problemi nell'utilizzo dei nuovi strumenti: chi ha installato l'apparecchio dichiara di averlo fatto con notevole facilità, senza ricorrere all'ausilio di un tecnico. Certamente ha aiutato il fatto di non dovere acquistare una nuova antenna o un nuovo televisore, come ha dichiarato la maggioranza degli intervistati.
Le abitudini di consumo, tuttavia, non sembrano avere subito grossi stravolgimenti: solo la metà di coloro che dispongono del digitale terrestre dichiara di utilizzarlo abitualmente o con una certa frequenza, e ciò avviene soprattutto nelle aree già protagoniste dello switch off. Del resto, rispetto alle aspettative maturate nel passato il giudizio sul nuovo sistema è moderatamente positivo, senza cioè particolare enfasi: se più di un cittadino su tre si reputa soddisfatto, oltre la metà dei fruitori dichiara di sentirsi indifferente o, in una percentuale minore, deluso. Evidentemente la qualità della visione - quasi unanimemente giudicata superiore rispetto a quella del vecchio sistema – non ha rappresentato un incentivo decisivo alla modifica delle proprie abitudini e alla formulazione della propria opinione in merito.
Certo, la scelta di puntare prevalentemente sull'ampliamento dell'offerta in chiaro, senza includere dunque la maggiore varietà di opzioni rappresentata dai canali a pagamento, può avere limitato la percezione dei vantaggi connessi all'utilizzo della nuova tecnologia. La quale, tuttavia, ha comportato qualche problema di ricezione: più della metà degli intervistati – prevalentemente nelle zone non interessate dallo switch off - ha dichiarato infatti di avere sperimentato delle difficoltà nel sintonizzarsi su determinati canali. A tale proposito, le maggiori difficoltà sono sorte con il segnale delle reti Rai, molto meno con quelle di Mediaset.
Antonio Noto- Direttore IPR Marketing |
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NEWS
Assegnate le risorse per il 2009 relative al Bonus Sicurezza per i commercianti
Sono già esaurite le risorse finanziarie stanziate per l'anno 2009, relativamente al credito d'imposta a favore dei commercianti che hanno sostenuto delle spese per prevenire furti e rapine, compresa l’installazione di impianti di allarme. Il comunicato ufficiale arriva da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Nel corso dell'anno 2009, entro il 23 aprile 2009, sono pervenute 2.617 istanze di attribuzione del credito d'imposta a favore delle piccole e medie imprese commerciali per l'adozione di misure per la sicurezza.
L'assegnazione delle risorse stanziate per l'anno 2009, pari a 10 milioni di euro, si è conclusa il 1° marzo con l'accoglimento di 4.775 istanze, di cui n. 3.852 dell'anno 2008, che non risultano soddisfatte nel precedente esercizio finanziario 2008 per esaurimento delle relative risorse e sono perciò dotate di conseguente titolo di precedenza sui fondi 2009. Inoltre sono pervenute altre 923 istanze, presentate nell'anno 2009. Le domande che non hanno trovato soddisfazione nel 2009 avranno una precedenza nel prossimo esercizio 2010
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A partire da settembre 2009, le prime lampadine tradizionali scompariranno dagli scaffali dei negozi e non saranno più in vendita. Anno dopo anno altri modelli di lampadine saranno eliminati.
Nella nostra gamma di lampadine fluorescenti compatte, troverai sicuramente delle ottime alternative alle lampadine ricoperte (quelle con il bulbo smerigliato o opaco). Ecco perché questo tipo di lampadine sarà eliminato già a partire da settembre 2009. Le lampadine trasparenti verranno eliminate dal mercato gradualmente, a cominciare dai modelli con wattaggio più elevato. Il miglior sostituto per questo tipo di lampadine è offerto dalla gamma alogena a risparmio energetico di Philips, in grado di garantire risparmi fino al 50%. |
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Ad oggi, un terzo dell'energia elettrica utilizzata nel mondo è destinata all'illuminazione. Questo progetto ridurrà del 30% il consumo di energia elettrica utilizzata per l'illuminazione domestica in Europa, evitando così che 23 milioni di tonnellate di CO2 vengano rilasciate nell'aria ogni anno. Scopri quale impatto può avere la scelta di prodotti a risparmio energetico visitando il sito www.asimpleswitch.com
Inoltre, poiché questo genere di prodotti dura più a lungo rispetto alle lampadine tradizionali, contribuirai a produrre meno rifiuti. Tuttavia, poiché le lampadine fluorescenti compatte contengono componenti elettronici e una piccola quantità di mercurio è importante seguire la procedura di smaltimento e riciclaggio prevista per i prodotti elettronici, per non arrecare danni all'ambiente. |
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La Commissione europea, l'industria dei sistemi di illuminazione e i consumatori europei hanno un obiettivo comune: preservare l'energia e ridurre le emissioni di CO2, offrendo allo stesso tempo un'ampia scelta di lampadine sostitutive a prezzi ragionevoli.
Dal dicembre 2006, l'industria europea dei sistemi di illuminazione ha sostenuto le iniziative legislative dei governi di tutto il mondo volte ad accelerare l'eliminazione graduale delle lampadine per uso domestico meno efficienti.
Per raggiungere un risultato ambizioso ma allo stesso tempo fattibile, l'industria ha proposto un piano di eliminazione graduale basato su calcoli che permettono di ridurre le emissioni di CO2 tenendo conto dei traguardi realisticamente raggiungibili. L'8 dicembre 2008, gli stati membri dell'Unione Europea hanno accettato la proposta della Commissione di ridurre progressivamente la presenza delle lampadine a incandescenza nel mercato UE. La proposta finale è stata approvata in via definitiva dal Parlamento europeo lo scorso marzo 2009. |
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Nasce Clima-phone
Da oggi gestione clima, ricezione allarmi e attivazione da remoto possono essere ottenuti con un unico apparecchio: Clima-phone, il cronotermostato con comunicatore GSM integrato che va ad ampliare la gamma Radioclima, gli apparecchi Vimar progettati per la gestione a distanza del clima di casa.
Clima-phone è un cronotermostato multifunzionale da parete con GSM a bordo. Basta un SMS per poter modificare, regolare o interrogare lo stato dell’impianto di termoregolazione. Un controllo da remoto che permette all’utente di intervenire, con estrema semplicità e in tempo reale, su temperature e impostazioni del clima di casa.
Inoltre, grazie all’uscita supplementare di cui Clima-phone dispone, sempre attraverso cellulare è possibile gestire anche un’altra funzione di comando. Inviando un SMS si attivano, disattivano o si verifica lo stato di funzioni come ad esempio l’impianto di irrigazione, le luci esterne o di altri dispositivi comandabili a mezzo relè.
Non solo: sul cellulare si ricevono anche segnalazioni di allarme. Un ingresso digitale consente la rilevazione di un evento e la notifica tramite un SMS per segnalare eventi come ad esempio il blocco della caldaia. Clima-phone è inoltre in grado di notificare l’assenza e il ripristino della tensione di rete nonché l’aumento o la diminuzione della temperatura ambiente in relazione ai valori di soglia impostati.
L’efficacia della tecnologia digitale è associata alla chiarezza della grafica analogica, grazie ad un display user-friendly e intuitivo che parla la lingua più chiara del mondo: quella delle immagini. La temperatura si alza e si abbassa semplicemente sfiorando il tasto centrale come fosse un mouse, inoltre clima-phone è facile da programmare anche attraverso l’interfaccia software Easy-tool di Vimar.
La flessibilità e la semplicità d’uso fanno di Clima-phone la soluzione ideale in tutte quelle installazioni in cui l’utente ha la necessità di gestire da remoto e con la massima libertà la termoregolazione e altre funzioni supplementari. Con il comunicatore GSM già a bordo si riducono i costi e si ottiene una maggiore semplicità di installazione, un aumento del risparmio energetico e del comfort. |
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Si ricorda che, per richiedere gli incentivi per gli impianti fotovoltaici con potenza nominale inferiore ai 20 kWp ai sensi del D.M. del 19/02/2007, è necessario allegare alla richiesta la copia dei verbali di attivazione dei contatori dell'energia prodotta e prelevata/immessa nella rete, rilasciati dal gestore della rete elettrica localmente competente (cfr.Guida al Conto Energia ed. 2 Aprile 2008, pag 24, punto 10).
Qualora i progetti esaminati dovessero esserne sprovvisti, il GSE sospenderà la pratica richiedendo tali documenti ad integrazione della documentazione in proprio possesso.
(GSE)
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