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VARIAZIONE LISTINO FORNITORE:
PM PMP 24/1/2012
OMRON OMR 27/1/2012
ELDES ELD 27/1/2012
ETELEC ETL 27/1/2012
BFT BFT 1/2/2012
ABB ABB 1/2/2012
BOCCHIOTTI IBO 1/2/2012
INSET INS 1/2/2012
GEWISS GEW 1/2/2012
URMET UTD 1/2/2012
SICOM SOL 1/2/2012
HAGER HAG 1/2/2012
MODERNOTECNICA MOD 1/2/2012
TEAFLEX TEA 31/1/2012
PHILIPS APPARECCHI PHA 6/2/2012
PANZERI CARLO PAZ 1/2/2012
ITALIANA CORRUGATI ITG 1/2/2012
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Riferimento tecnico sistema weborder IMATFELCO spa
La Sig.ra Piera Castellino e' il Vs riferimento per la risoluzione di problematiche riguardanti il sistema di invio ordini e consultazioni prezzi/giacenze telematico denominato WEBORDER.
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Nuova classificazione impianti, via alla campagna di informazione.
Verrà presto lanciata su tutto il territorio nazionale la nuova campagna di comunicazione realizzata da Anie in merito alla recente nuova classificazione degli impianti elettrici domestici. L’utente finale d’ora in poi potrà chiedere all’installatore che la realizzazione dell’impianto elettrico sia di livello 1, 2 o 3, dove il livello 1 individua la configurazione minima che dovrà avere un impianto perché possa essere considerato a norma, il livello 2 aumenta le prestazioni dell’impianto e il 3 lo fa diventare “domotico” a tutti gli effetti. Oltre a favorire uno sviluppo della domotica come scelta ormai adeguata ai tempi, la nuova classificazione pone lo stesso installatore al centro dell’innovazione culturale, dato che sarà lui stesso a proporla al proprio cliente.
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Consegnati alle regioni i primi “bilanci energetici”.
Durante l’evento Campus Energia 2011, realizzato in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, sono stati consegnati ai rappresentanti delle istituzioni regionali i Bilanci Energetici Regionali elaborati dall’ENEA. A partire da quest’anno questi bilanci sono stati forniti gratuitamente con l’obiettivo di assicurare un supporto tecnico alle Amministrazioni Regionali per le decisioni da prendere su scala locale per essere in linea con gli obiettivi europei del 20-20-20.
Il Sistema Informativo Energetico Regionale avrà un ruolo chiave per la definizione delle strategie energetiche regionali, come i Burden Sharing regionali. Rientrano in questo Sistema Informativo gli indicatori di efficienza energetica regionale e quelli del catasto delle emissioni inquinanti. L’elaborazione e l’analisi di questi dati consentirà di prendere decisioni in merito alla definizione di piani d’azione e di sviluppo. |
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Fotovoltaico al posto dell’eternit: si precisano le condizioni di bonus.
Dopo la pubblicazione del Quarto Conto Energia cominciano a fare seguito alcune chiarimenti richiesti dagli operatori. Il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha infatti voluto sottolineare che in merito al bonus di 5 centesimi di euro/kWh previsto agli impianti installati in sostituzione di eternit, "la maggiorazione è applicabile in caso di interventi di smaltimento effettuati dopo la data di entrata in vigore del Decreto (13 maggio 2011)". Il GSE specifica quindi che la maggiorazione sarà applicata anche agli interventi avviati tra il 25 agosto 2010, data di entrata in vigore del DM 6 agosto 2010 e il 13 maggio 2011". Questo, a patto che gli impianti fotovoltaici, installati in sostituzione di coperture in eternit o contenenti amianto, entrino in esercizio entro e non oltre il 30 giugno 2012. |
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Trenta milioni per realizzare le batterie del futuro.
Azienda Usa lavora per stoccare l'energia rinnovabile
di Paolo Magliocco
30 settembre 2011 © Il Sole 24 Ore
Uno dei problemi principali delle fonti di energie rinnovabili è dove mettere l'energia che si produce per poterla utilizzare quando se ne ha bisogno. È un problema che hanno gli impianti fotovoltaici , quelli eolici e tutti quelli che sfruttano una fonte di energia intermittente, che non sempre è disponibile.
Adesso un'azienda americana, la Aquion Energy di Pittsburgh, in Pennsylvania, promette di essere vicina alla soluzione. La Aquion ha annunciato che metterà presto sul mercato nuove batterie capaci di stoccare grandi quantità di energia a basso costo realizzate con nuovi componenti elettrolitici a base di sodio e manganese. Il costo potrebbe aggirarsi sui 300 dollari per kWh da immagazzinare, che non sembra proprio pochissimo: un kWh è l'equivalente del consumo di un ferro da stiro usato per un'ora. Però il dispositivo sarebbe in grado di sopportare 5.000 ricariche e promette un'efficienza dell'85%. Il "trucco", rispetto ai dispositivi agli ioni di litio che sono in uso oggi, sarebbe nel fatto che gli ioni di sodio sono più abbondanti ed economici mentre la soluzione acquosa che li contiene risulterebbe molto facile da governare e anche questa a buon mercato.
Di più, la batteria sarebbe in grado di aiutare le aziende a far fronte anche ai picchi di potenza che si verificano durante il funzionamento degli impianti, che rappresentano un problema analogo a quello dell'accumulo dell'energia, ma che difficilmente possono essere risolti con lo stesso sistema. Potrebbe essere prodotta in singoli moduli più piccoli da collegare tra loro. E, infine, sarebbe completamente riciclabile in tutti i suoi componenti.
In realtà è da molto tempo e in molti modi che i centri di ricerca si scervellano per riuscire a creare la batteria del futuro o un altro sistema di accumulo dell'energia efficiente e facile da utilizzare. L'annuncio della Aquion Energy, però, evidentemente è sembrato credibile, dal momento che la società ha raccolto 30 milioni di dollari di venture capital per avviare la produzione in grande scala e sta già realizzando un prototipo. Questo primo accumulatore, in realtà, finirà in mano a una società olandese, la Kema , che si occupa di consulenza e certificazione per gli impianti di produzione energetica e non della produzione stessa.
paolo.magliocco@videoscienza.it
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In Gazzetta il decreto rinnovabili
di Jacopo Giliberto e Laura La Posta
13 maggio 2011 © Sole 24 Ore
Fotovoltaico, si riparte. Ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (numero 109 del 12 maggio) il decreto interministeriale dello Sviluppo economico e dell'Ambiente del 5 maggio che introduce il quarto conto energia, vale a dire il nuovo regime di incentivi per il fotovoltaico. Può così ricominciare, su basi normative solide (e si spera non più modificate per i prossimi anni, come promesso dal governo) un comparto che ha un giro d'affari annuo di 11,5 miliardi di euro (fonte A.T. Kearney).
Nel testo è confermato il bonus aggiuntivo del 10% sull'incentivo per queli impianti realizzati per almeno il 60% con forniture europee.
Dopo il blocco del terzo conto energia, durato appena due mesi e vittima degli effetti del decreto salva-Alcoa (58mila impianti hanno chiesto gli incentivi dorati del secondo conto energia prorogati), le aziende del settore stanno aggiornando le strategie.
Molte imprese si stanno rifocalizzando sugli impianti di talgia domestica o di piccola potenza (sotto i 200 chilowatt per quelli a terra in regime di scambio sul posto e sotto un megawatt per quelli sui tetti), i quali godono ancora di buoni incentivi e di un iter autorizzativo non impossibile (si vedano le Istruzioni per l'uso sul Sole 24 Ore di mercoledì e di ieri).
Fra questi, spiccano il più grande realizzatore di impianti fotovoltaici, la brianzola Enerpoint di Paolo Rocco Viscontini, e la concorrente Enerqos (sede a Sesto San Giovanni) della famiglia Landi, ma anche i maggiori produttori italiani di pannelli: la veneta Solon di Domenico Sartore e la laziale Solsonica della famiglia Mutti. Sperano in buoni risultati dal bonus del 10% attribuito dal decreto a chi acquista pannelli e inverter made in Europe la marchigiana Brandoni Solare, che produce moduli di alta qualità, e i big degli inverter (il cuore tecnologico di un impianto): l'americana-toscana Power-One, l'emiliana Elettronica Santerno del gruppo padovano Carraro, la veneta Riello Elettronica, l'emiliana Bonfiglioli.
Le imprese specializzate nelle grandi centrali solari, invece, attendono con impazienza la pubblicazione online, da parte del Gestore servizi energetici (Gse), delle regole tecniche per iscriversi al nuovo registro dei grandi impianti, temuto e burocratico elenco che metterà in un'incerta graduatoria i parchi fotovoltaici più meritevoli di incentivi pubblici. Le regole sono attese entro lunedì mattina, e la prima finestra per chiedere l'iscrizione al registro è dal 20 maggio al 30 giugno. Si prevede che la maggior parte dei grandi impianti in cantiere chieda l'iscrizione, per pararsi in caso di ritardi negli allacciamenti che comporterebbero l'iscrizione obbligatoria dalla quale sono ora esentati fino al 31 agosto.
Tra le utility, l'Enel Green Power attraverso l'Enel Si vuole raggiungere la leadership (con una quota del 20-25%) del mercato retail, che sarà il 50% delle installazioni nel 2015, e investirà un miliardo nel fotovoltaico. Sorgenia ha invece annunciato che la vendita al fondo spagnolo Tierra Firma di 13 impianti non è un disimpegno ma la valorizzazione di un investimento per aprire la strada a ulteriori investimenti sulle rinnovabili per 500 milioni fino al 2016.
A parere di Franco Traverso, a capo del gruppo Silfab, rimane nell'economia locale il 73% del reddito generato da un impianto fotovoltaico da un megawatt, e quindi non hanno senso le paure antisolari. Aggiunge Andrea Sasso, amministratore delegato dell'EdF Enr Solare, filiale del gruppo elettrico francese EdF, che «nonostante la volontà di essere ottimisti e di avere una visione di medio-lungo periodo, vi sono però due aspetti negativi, la crescente burocrazia e la mancanza di salvaguardia dei diritti acquisiti».
Intanto la Corte costituzionale ha bocciato una parte del decreto sulle misure urgenti in materia di energia, come il nucleare. Con la sentenza 165 depositata ieri in cancelleria, la consulta ha stabilito che per la trasmissione, la distribuzione e la produzione dell'energia e delle fonti energetiche che rivestono carattere strategico nazionale il Governo debba obbligatoriamente trovare l'intesa con le Regioni, senza poter far ricorso a poteri sostitutivi. Ha così accolto parte dei ricorsi promossi da Toscana, Puglia e Provincia di Trento. |
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Minacce ai privati: aumenta la tvcc residenziale
Secondo IMS Research, nell'annuale report "World & EMEA Market for CCTV and Video Surveillance Equipment" nel 2010 sono state vendute in tutto il mondo più di 1,1 milioni di videocamere per la security domestica. Ciò indica che aumentano i privati che si sentono minacciati e vogliono rendere più sicure le proprie abitazioni. Secondo la US National Crime Victimization Survey (NCVS), del resto, nei soli Stati Uniti più di 15 milioni di persone hanno subito furti o altri danni alle abitazioni nel corso del 2009. Un'altra indagine, la British Crime Survey, ha rilevato come tra il 2009 e il 2010 ci siano stati, in Gran Bretagna, 659mila furti con scasso in case private. Un'indagine annuale del sole24ore con Anfp , Associzione dei funzionari di polizia, rivela che sono stati 1.300.000 i delitti commessi in Italia neo primi sei mesi del 2010. |
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Stabilizzazione degli incentivi alle energie rinnovabili, promette il ministro dello sviluppo Paolo Romani. Che convocherà nei prossimi giorni gli operatori del settore ma anche i rappresentanti degli istituti di credito e della finanza che gira intorno al grande e controverso business "verde". Confronto da avviare «entro la prossima settimana» sollecita del resto il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, reduce da un braccio di ferro con Romani proprio sulla sforbiciata agli incentivi.
Nessuno spazio – chiariscono però al ministero – per correggere il contestato decreto legislativo che ridimensiona anche in maniera retroattiva le facilitazioni per l'eolico e congela a fine maggio il "conto energia" per il solare varato appena il 6 agosto scorso. Si studierà semmai una soluzione – lasciano capire al ministero – che salvi il principio della sostenibilità degli incentivi (finanziati, lo ricordiamo, con un non lieve prelievo aggiuntivo dalle bollette) conciliandola con gli appelli degli operatori a salvaguardare almeno in parte i finanziamenti già ottenuti e quelli in itinere.
A questa soluzione sarà orientato il decreto attuativo che entro fine aprile (per valere da giugno) dovrà riempire di contenuti operativi il provvedimento varato giovedì scorso dal consiglio dei ministri. Decreto attuativo che dovrà probabilmente correggere anche qualche passaggio sulla distribuzione di poteri e prerogative tra il Governo e l'Autorità per l'energia. Che del decreto dà, non a caso, un giudizio a luci e ombre (come spiega qui a fianco il presidente dell'Authority, Guido Bortoni).
E nel "completare" le regole potrebbe essere affidato proprio all'Authority il compito di calibrare la nuova politica degli incentivi secondo quei criteri di prevedibilità e di soglia minima di redditività sollecitati dagli operatori (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), attutendo in qualche modo il drastico taglio disegnato nel decreto legislativo. Le associazioni contestatarie, che hanno appena annunciato un'ondata di ricorsi contro il provvedimento denunciandone l'incostituzionalità e che si sono date appuntamento giovedì a Roma per una manifestazione nazionale, potrebbero forse accontentarsi. E il governo farebbe salva la sostanza del decreto legislativo.
Va detto che alle proteste degli operatori delle sole rinnovabili fanno riscontro le posizioni, ben diverse, di molte associazioni dei consumatori e degli stessi operatori energetici tradizionali, anche quelli che hanno una quota crescente di energie rinnovabili. Emblematica la posizione espressa ieri dall'ad dell'Enel, Fulvio Conti: il decreto è «positivo, perché sostanzialmente spinge allo sviluppo della tecnologia «Con questo decreto – insiste il ministro Romani – abbiamo finalmente dato inizio a una stabilizzazione del mercato dell'energia da fonti rinnovabili». «Eravamo entrati – spiega ministro – in una bolla che sarebbe esplosa al raggiungimento della quota Ue al 2020 di 8mila megawatt da fotovoltaico, quota che siamo in grado di raggiungere invece in pochi mesi. Proprio per questo siamo dovuti intervenire tempestivamente per garantire continuità e stabilità per un mercato di lungo periodo».
Rischio di paralizzare intanto il mercato? «Nessun blocco degli investimenti. Chi ha già investito è in grado di rispettare la scadenza di entrata in esercizio al 31 maggio e rientrerà come previsto negli incentivi stabiliti dal terzo conto energia. Chi ha intenzione di investire, avrà con il decreto ministeriale di prossima emanazione, un quadro preciso di quote, parametri e livelli di incentivazione per un piano industriale dall'orizzonte finalmente ampio e non più limitato ad uno o due anni» rassicura ora Romani. Comunque «la rapida definizione dei nuovi incentivi è la mia priorità, e per questo voglio prima incontrare direttamente i principali protagonisti tra banche e imprese interessate al settore» promette il ministro.
Sotto i riflettori è intanto il Quirinale. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accoglierà l'appello degli operatori delle rinnovabili a non firmare il decreto così com'è? In teoria il tempo massimo per recepire definitivamente la direttiva comunitaria che ha dato origine al decreto è scaduto ieri sera.
di Federico Rendina da Sole 24 online 06/03/11
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La socità IMAT+FELCO nell'ambito di un programma di allargamento e specializzazione sempre più professionale, dell'offerta nell'ambito del SETTORE SICUREZZA in collaborazione con CIAS, società leader del settore. Organizza per gli installatori del settore, presso la propria sede di Como il giorno 22 Marzo p.v. alle ore 14.15 un CORSO GRATUITO tecnico/commerciale sui sistemi anti intrusione per esterno. Le aziende interessate sono pregate di dare la propria adesione al Sig. Livio Brenna ai seguenti indirizzi. Fax 031525803 mail-l.brenna@imatfelco.it
Programma dell'incontro:
Presentazione società CIAS
Barriera a microonda, principio di funzionamento e regole di installazione
Analisi digitale "FUZZI" applicata alle barriere a microonda
Presentazione della nuovo prodotto a microonda mono testa "MURENA"
Prova pratica di programmazione software
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Si informa la spettabile clientela, che a causa degli aggiornamenti dei nostri programmi gestionali, il servizio Web-up (acquisti via web) è momentaneamente sospeso.
Ci scusiamo per il disagio.
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Informiamo la gentile clientela che dal 3 gennaio 2011, a causa dell’installazione del nuovo sistema informatico, sarà possibile riscontrare alcuni disagi e lentezza durante lo svolgimento di tutti i processi di vendita.
E’ possibile che il nostro personale abbia necessità di un tempo maggiore per abituarsi ai metodi di lavoro che il nuovo sistema comporta.
Questo nuovo sistema gestionale risulta più evoluto del precedente e avrà nuove funzionalità quali ad esempio lettori ottici ed altro ancora; tutto ciò ci consentirà nei prossimi mesi di migliorare e di ottimizzare il nostro servizio alla clientela.
Pertanto vi chiediamo la massima comprensione per gli eventuali possibili disagi che vi arrecheremo nelle prime operazioni dell’anno.
Imat|Felco S.p.A.
La direzione
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Risparmio energetico. Un decreto confermerà la detrazione del 55%
di Saverio Fossati - Sole 24 ore online
Tre anni non sono bastati. E infatti al governo si pensa a una proroga, premiando con l'aliquota del 55% gli interventi che presentano il miglior rapporto tra costo dell'intervento e risparmio energetico realizzato. Gli altri, invece, potrebbero passare al 36 per cento.
La voglia di risparmio energetico e di risparmio fiscale sono cresciute insieme e non si tratta solo di soldi: c'è chi ha investito somme considerevoli per creare un valore immobiliare ma anche per conciliarlo con una vocazione "verde" che è diventata patrimonio di molti.
Non c'è soltanto l'architetto ecologista o il finanziere d'assalto che vuole acquistare crediti etici; quando si arriva a superare gli 8 miliardi d'investimento per quasi 600mila interventi in tre anni (mancano ancora i dati 2010 ma l'investimento dovrebbe salire a 11,1 miliardi) è evidente che l'idea è diventata costume sociale. Il problema è che, stando alla legge, entro il 31 dicembre dovrebbero essere effettuati gli ultimi bonifici: quelli successivi non saranno più detraibili (si veda l'altro articolo nella pagina).
La risposta, negli scorsi mesi, era stata argomentata con gli eccessivi costi erariali dell'agevolazione. E in effetti, a fronte di una spesa di 110 euro Iva compresa e una detrazione di 60,5 euro, il recupero si presenta difficile: al netto dei 10 euro di Iva, nessuna impresa paga imposte sul reddito pari al 50% del fatturato. Una parte del vantaggio erariale consiste nell'emersione di alcune imprese che sono state spinte a fatturare, magari per la prima volta in vita loro.
Ma la ragione profonda del provvedimento è quella del risparmio energetico, come evidenzia Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, incaricato di occuparsi della questione: «Come ministero puntiamo alla proroga, che s'inquadra nelle politiche per l'efficienza energetica, anche perché non possiamo dimenticare gli obblighi europei, che prevedono la riduzione dei consumi del 20% entro il 2020. Cerchiamo di farlo attraverso tre politiche: i certificati bianchi, gli standard per la certificazione energetica degli edifici e, naturalmente, il 55 per cento».
L'ostacolo – dice Saglia – è il costo per l'erario: «Anche se, in sintonia con l'Economia, la proroga dovrebbe essere inserita nel decreto di fine anno, l'ex milleproroghe. Del resto l'agevolazione è in vigore dal 2007, ha prodotto investimenti per 11 miliardi e un mancato gettito per 6 miliardi, contro un un incremento delle entrate di 3,2 miliardi e un risparmio in bolletta di 3 miliardi. In sostanza, si andrebbe in pari, senza contare che se non certifichiamo questi risparmi in bolletta l'Unione europea ci multa».
Resterebbe, a questo punto, la definizione della ristrutturazione dell'agevolazione: «La maggior parte del peso è dato dagli infissi», dice Saglia. Ed è proprio il tipo di intervento che costa di più: 2,82 euro (nel 2008) per ogni kWh annuo risparmiato, a fronte di di una riqualificazione energetica globale (1,09 euro/kWh) o una caldaia ad alto rendimento (1,12 euro/kWh). Si tratta di 495 GWh annui risparmiati con 131.500 interventi, ciascuno del costo medio 12.400 euro e un risparmio medio di 2,56 MWh annui. Un nuovo impianto termico ad alta efficienza fa risparmiare quattro volte tanto e costa praticamente lo stesso. «È una forzatura», ribatte Pietro Gimelli, direttore generale Uncsaal (produttori di infissi): «Il serramento porta un risparmio energetico minore ma è una spesa fattibile per tutti. In quanti potrebbero decidere l'investimento per un cappotto termico?».
"L'obiettivo – dice Saglia – è un impatto sui conti pubblici con 150 milioni di euro. Si cercherà di fare una riduzione di aliquota per i prodotti con minor rendimento energetico a fronte della spesa. E stiamo valutando anche una gradualità delle aliquote di detrazione da applicare in base al numero di metri quadrati interessati dai lavori. In ogni caso, entro novembre saremo in grado di definire la questione".
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Pensate alla luce che fa una normale lampadina. Pensate all'alone giallastro che proietta sull'angolo fra due pareti, o al cono in dissolvenza con cui decora il porticato di una vecchia casa. Pensate a quella luce calda, soffusa, a volte insufficiente, pensateci bene perché presto potrebbe rimanere solo un ricordo.
Sì, perché a quanto pare le ormai obsolete lampadine presto potrebbero essere sostituite da pannelli a LED organici. Il motivo è semplice: la lampadina consuma tanto, è poco efficiente ed è responsabile di una buona fetta delle emissioni di anidride carbonica. La tecnologia OLED invece, almeno sulla carta, promette un dispendio energetico minimo e un'efficienza maggiore. Non è un caso allora se proprio in questi giorni, la Lomox Limited, giovane compagnia gallese che si occupa esclusivamente di OLED, ha ricevuto dal governo un sostanzioso contributo di quasi mezzo milione di sterline (450.000 per l'esattezza).
Solo lo scorso giugno su queste pagine fantasticavamo un futuro senza lampadine, in cui i nostri salotti saranno illuminati da pareti ricoperte di OLED. Pensavamo si trattasse di un futuro abbastanza lontano da poterci scherzare sopra. Invece, a quanto pare, la compagnia gallese ha bruciato le tappe e si preparare a lanciare i primi prodotti sul mercato già a partire da quest'anno. Display flessibili e arrotolabili, pannelli illuminanti per interni e per esterni. Ancora non è dato sapere quale fra questi prodotti verrà lanciato per primo, quello che è certo è che la tanto annunciata rivoluzione OLED è pronta a scoppiare.
Per chi non avesse idea di cosa stiamo parlando. La tecnologia OLED si basa sull'utilizzo di polimeri conduttivi in grado di emettere luce propria. A differenza degli LCD, gli OLED non hanno bisogno di una fonte esterna di luce e per questo permettono di realizzare display molto più sottili e con un minore dispendio energetico. Tuttavia questa tecnologia finora ha presentato alcuni ostacoli: bassa longevità, bassa efficienza e costi di produzione alti.
Ma stando a quanto si legge nel sito, la Lomox Limited ha trovato il modo di aggirare questi ostacoli sviluppando un processo produttivo a costi ridotti e sfruttando soluzioni in grado di eliminare quel 50% di luce dispersa dai primi display OLED.
Vedremo se le promesse saranno mantenute. Nel frattempo, se non volete perdervi i prossimi capitoli della neonata saga degli OLED, tenete d'occhio la CES 2010, si vocifera che Sony presenterà un nuovo televisore OLED a 27 pollici. |
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Il futuro dell'energia pulita secondo il Mit (celle bio-solari, onde termiche e...)
di Giuseppe Caravita
È molto probabile che per Michael Strano, docente di ingegneria chimica al Mit di Boston, quest'anno porti qualche premio per le sue ricerche. Lui e il suo gruppo, infatti, hanno annunciato in rapida sequenza (dal 5 settembre in poi) tre scoperte giudicate da altri ricercatori "entusiasmanti": celle bio-solari che si rigenerano, antenne fotovoltaiche che concentrano la luce solare cento volte sulle tecnologie tradizionali. E infine inattese onde termiche capaci di trasportare grandi quantità di energia elettrica.
Il team di Strano ha inanellato queste scoperte grazie a un denominatore comune: il nanotubo in carbonio. Una struttura sintetica di atomi, di pochi miliardesimi di metro (nanometri) di diametro, creata (e ormai industrializzata) da più di vent'anni. E di cui sono via via emerse straordinarie proprietà elettriche e fotoniche. Che oggi il team del Mit sta ulteriormente approfondendo, in vista di possibili, e rivoluzionarie, applicazioni.
Prendiamo la prima scoperta, il bio-fotovoltaico (ad alta efficienza) che si auto rigenera. Qui il gruppo di Boston ha provato ad "ancorare" a un nanotubo in carbonio (connotato da altissima conducibilità elettrica) delle molecole sintetiche, dei fosfolipidi (a forma di nano-dischi) combinate con delle proteine (di origine batterica) che reagiscono alla luce e emettono elettroni (centri reattivi). In pratica un sistema fotosintetico artificiale, che produce energia elettrica con efficienza del 40% (doppia delle celle in silicio) ma si degrada rapidamente, sotto i potenti e distruttivi raggi solari, con autonomia di poche ore.
Ma la scoperta è venuta quando i ricercatori hanno provato a sciogliere in un solvente separando lipidi, nanotubi e proteine (danneggiate) e poi rimuovere, filtrando, il solvente stesso. Come per magia proteine, fosfolipidi e nanotubi si sono spontaneamente riassemblati nella configurazione fotosintetica iniziale, e perfettamente auto-riparati. Il processo è stato ripetuto più volte (con l'aggiunta di piccole dosi di nuove proteine) e l'efficienza fotovoltaica si è sempre ricostituita. «In pratica - rileva Strano - abbiamo imitato un trucco che la natura pratica da milioni di anni: la reversibilità spontanea delle strutture di fotosintesi». Come le cellule vegetali che usano l'ossigeno (come solvente) per autorigenerarsi di continuo sotto lo stress dell'energia solare.
Celle fotovoltaiche organiche che si auto-ripareranno (contro quelle attuali che accusano pesantemente il problema)? La strada è ancora lunga, ammette Strano. Per ora i suoi complessi fotochimici instradano nei nanotubi ancora quantità di energia limitate. E l'efficienza di conversione di fotoni in elettroni può salire dal 40% a ben oltre. Ma la strada è aperta, su questa frontiera inattesa.
Così come per gli "imbuti" solari. Filamenti contenenti circa 30 milioni di nanotubi divisi in due tipi, caratterizzati da differenti proprietà elettriche (bandgaps). Qui la radiazione solare genera un eccitamento degli elettroni (eccitoni) che tendono a migrare nel nucleo interno dell'imbuto dove vi sono i nanotubi a minore bandgap (banda proibita) concentrandosi a intensità (in rapporto alla superficie) di oltre cento volte sulle normali celle fotovoltaiche. E qui il team di Strano prevede di realizzare una rete di "nano-imbuti" direttamente integrati a celle fotovoltaica, quindi capaci di incanalare flussi di fotoni concentrati sul semiconduttore che li converte in elettricità.
E magari spedirli in una batteria anch'essa a nanotubi che, terza scoperta, bruciando in modo controllato provocano un'onda di calore in grado di "sospingere" elettroni a un ritmo di corrente, in rapporto al peso dei nanotubi stessi, di circa cento volte rispetto a una batteria agli ioni di litio.
Risultato finale delle tre scoperte: bio-celle solari autorigeneranti ad alta efficienza, alimentate da antenne a concentrazione. E associate a batterie a nanotubi di nuova generazione. Forse. Di sicuro però, oggi, c'è l'inattesa produttività scientifica del team del Mit. Segno che Strano sta esplorando, via nanotubi, una frontiera potente. |
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| Imat|Felco augura un buon ferragosto a tutti i clienti. |
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Modifiche orari di apertura nel mese d'Agosto 2010
Sede di Como
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Supporto commerciale nel mese di agosto:
Dal 2 al 6 > Sigg. SCARABELLI - FRANCHI - BRENNA - CARUGHI - Sig.ra CORTI
Dal 9 al 13 > Sigg. FRANCHI - SCARABELLI (fino al giorno 11) - Sig.ra CORTI
Dal 23 al 27 > Sigg. FRANCHI - FERRARIO
Dal 30 al 31 > Sig. BRENNA - FRANCHI - RONCORONI- NOSEDA - FERRARIO
Reparto Antennistica rimane chiuso dal 11 al 18 agosto
Reparto Elettrico rimane chiuso dal 13 al 17 agosto
Showroom Illuminazione rimane chiuso dal 13 al 21 agosto
Nuovi orario d'apertura solo per il mese d'Agosto
Banco: 08,00 - 12,00 e 14,00 - 18,00 * Sabato chiuso *
Illuminazione: 09,00 - 12,00 e 15,00 - 19,00 * Sabato chiuso *
Il servizio di consegna è sospeso dal 9 al 21 Agosto c.a.
N.B. Per consegne urgenti contattare il Vostro venditore
BRENNA 031.3388230
FRANCHI 031.3388228
SCARABELLI 031.3388222
CORTI 031.3388258
NOSEDA 031.3388239
FERRARIO 031.3388223
CENTRALINO 031.525801
FAX Vendite 031.525803
Filiale di Merone
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Supporto commerciale nel mese di agosto:
Dal 1 al 7 > Sigg. GAFFURI - DE LORENZI - MASCIADRI - Sig.ra RAMPOLDI
Dal 7 al 21 > CHIUSURA TOTALE UFFICI e MAGAZZINO
Dal 23 al 27 > Sigg. GAFFURI - Sig.ra RAMPOLDI
Dal 30 al 31 > Sigg. GAFFURI - DE LORENZI - MASCIADRI - Sig.ra RAMPOLDI
Il magazzino rimane chiuso dal 7 al 21 agosto
Nuovi orario d'apertura solo per il mese d'Agosto: 08,15 - 12,00 e 14,00 - 18,30
*Sabato chiuso
GAFFURI 031.651153
DE LORENZI 031.651153
MASCIADRI 031.651153
RAMPOLDI 031.651153
ROVEDA 031.651153
Filiale di Tradate
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Supporto commerciale nel mese di agosto:
Dal 1 al 6 > Sig. DOTTI - BASILICO
Dal 7 al 21 > CHIUSURA TOTALE UFFICI e MAGAZZINO
Dal 23 al 31 > Sig. DOTTI
Il magazzino rimane chiuso dal 7 al 21 agosto
Nuovi orario d'apertura solo per il mese d'Agosto: 08,15 - 12,00 e 14,00 - 18,30
*Sabato chiuso
DOTTI 0331.810920
Filiale di Caiolo
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Supporto commerciale nel mese di agosto:
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MOLINARI 0342.354032
SCHIAVONI 0342.354032
Filiale di Mariano
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Supporto commerciale nel mese di agosto:
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Dal 24 al 27 > Sigg. ALBORESI - POZZI
Dal 30 al 31 > Sigg. ALBORESI - POZZI - VERGA
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ALBORESI 031.743535
VERGA 031.743535
POZZI 031.743535
TOSETTI 031.743535
* Solo per il mese di Agosto.
.... buone ferie a tutti !!!
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"Switch off"
ritardato per il digitale terrestre al Nord
Si allungano i tempi del passaggio al digitale terrestre. E sono destinati a crescere i conflitti tra le emittenti e tra queste e le autorità istituzionali. Come anticipato venerdì scorso dal Sole Ore, il Piemonte orientale e la Lombardia, più le province di Parma e Piacenza, passeranno al digitale non più a metà settembre, com'era previsto dal calendario messo a punto dalle Comunicazioni, ma dal 25 ottobre al 26 novembre. Dal giorno successivo, il 27 novembre sino al 15 dicembre, nell'ordine, toccherà prima all'Emilia-Romagna, poi al Veneto (incluse Mantova e Pordenone) ed infine al Friuli-Venezia Giulia.
Lo ha deciso ieri il Comitato nazionale italia digitale (Cnid), presieduto dal viceministro delle comunicazioni, Paolo Romani. Il passaggio al digitale della Liguria è posticipato al primo semestre del 2011: d'altronde la Liguria non poteva passare al digitale prima della Toscana. Chi ha fissato il precedente calendario non poteva non saperlo.
«Questo rinvio consente di trovare una soluzione ai problemi che sono sul tavolo» commenta Maurizio Giunco, presidente della tv locali Frt. Il viceministro Paolo Romani si è impegnato ieri «a garantire la tutela delle emittenti che utilizzeranno frequenze non coordinate con i paesi confinanti - continua Giunco - mentre sulla numerazione dei canali (Lcn) lo spostamento delle date consentirà al ministero di assegnare i numeri ai singoli canali insieme ai titoli abilitativi, evitando di replicare quanto è successo nel Lazio, in Campania e nel Piemonte occidentale». I bandi per l'assegnazione dei numeri da assegnare ai canali sarebbero già in preparazione. Altro punto critico, il Piano delle frequenze approvato dall'Agcom: quello nazionale è stato pubblicato sul sito solo il 28 giugno. Ora si dovranno convocare i tavoli tecnici delle regioni interessate e fare i Piani delle regioni interessate.
«Speriamo che le promesse fatte ieri vengano mantenute - conclude Giunco - altrimenti non resteranno che i ricorsi: c'è stata anche una timida apertura dell'Agcom per l'utilizzo da parte delle emittenti locali di alcune frequenze che sembravano a noi precluse dal Piano». I ricorsi, in ogni caso, non mancheranno. Sulla numerazione automatica, ad esempio: sono più di due le emittenti nazionali che ambiscono ad avere i canali 8 e 9. A fronte di una possibile assegnazione a Mtv e a Deejay Tv (l'ex Rete A del gruppo l'Espresso), ReteCapri è pronta a un duro contenzioso, che sarà centrato sulla "tematicità" delle due reti. I canali tematici, secondo il Regolamento dell'Agcom, non ancora pubblicato sul sito, dovrebbero essere collocate oltre il canale 20. La stessa ReteCapri ha presentato un ricorso straordinario sul Piano nazionale delle frequenze. Il Regolamento dell'Agcom, dovrebbe rimandare, per l'assegnazione delle posizioni alle tv locali, ai punteggi ricevuti dai Corecom per ottenere i finanziamenti regione per regione. Bisognerà poi lasciare liberi, in ciascuna regione, i cinque canali nazionali che andranno assegnati con la procedura pubblica alla quale parteciperà anche Sky.
dal Sole 24 ore on-line |
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La filiera del fotovoltaico nel 2009 vale 2,3 miliardi
di Luca Dello Iacovo
Nel 2009 la filiera del solare fotovoltaico ha raggiunto i 2,3 miliardi. Gli impianti hanno aumentato la potenza di 580 Megawatt: +72% sul 2008. Sono i risultati delle rilevazioni del "Solar energy report" del Politecnico di Milano. Il Conto energia ha sostenuto la crescita ma i fondi sono in via di esaurimento. Il progetto del governo per ulteriori incentivi è pronto: il piano prevede un tetto di 3 mila Megawatt di potenza installata nei prossimi tre anni. «Il ministero dello Sviluppo economico ha trovato un accordo con il ministero dell'Ambiente e dei Beni Culturali per il nuovo Conto energia. Ora serve l'approvazione della conferenza unificata Stato Regioni», ha dichiarato Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico.
Nel Mezzogiorno sono raddoppiate in media le installazioni di fotovoltaico. Tanto che la Puglia ha superato la Lombardia con una crescita del 110 per cento. Anche gli operatori del settore aumentano: sono 700, +12% sul 2008. «I produttori italiani di celle e moduli nel 2009 hanno tenuto. Anzi, sono aumentate le esportazioni», osserva Vittorio Chiesa, direttore Energy and strategy group del Politecnico. Le tecnologie di "prima generazione" (costruite con silicio policristallino o monocristallino) raggiungono l'85% della potenza installata. Previsioni positive per gli impianti a film sottile: arriveranno al 34% del mercato globale entro il 2012, supportati dagli investimenti di Cina e Stati Uniti. «Il costo è inferiore perché richiedono meno materiale attivo e sono applicabili con maggiore facilità», aggiunge Chiesa. Riflettori puntati anche sul solare termodinamico: tra dieci anni raggiungerà nel mondo i 18,6 Gigawatt. Per le imprese le opportunità crescono in competenze ingegneristiche e costruzione di specchi, giunti ad alta tenuta e pompe fluidodinamiche.
Le fonti pulite sono terreno fertile per le startup che si sfidano a Milano nella competizione TechGarage sui migliori progetti innovativi, in programma oggi al Politecnico dalle 9 alle 13.30. A organizzarla l'associazione TechGarage con Dpixel, Università Luiss “Guido Carli”, Acceleratore d'Impresa del Politecnico di Milano e Fondazione Politecnico, sostenuta da Enel Green Power.
Molte le proposte per la generazione sostenibile di energia. A partire dalle abitazioni. Gianluca Cecchetti è il fondatore di Enatek: ha scommesso su microgeneratori eoloci orizzontali, lunghi tre metri e simili a rulli: l'obiettivo è installarli sui tetti degli edifici senza danneggiare il panorama. Sfruttano l'"effetto parete": il vento si comprime lungo i palazzi e poi si espande oltre l'ultimo piano. Ha collaborato allo sviluppo della microturbina l'università di Pisa. La veronese Ici Caldaie punta su Sidera30: l'impianto trasforma il metano in idrogeno attraverso celle a combustibile. Migliora l'efficienza dei consumi rispetto alle tecnologie tradizionali e limita le emissioni inquinanti: fornisce alle abitazioni energia elettrica e calore. A Catanzaro un team di ricercatori guidati da Marco Castriota ha progettato una pellicola elettrocromica da applicare alle finestre. Incrementa l'isolamento termico delle abitazioni. È gestita attraverso un sistema wifi, attivato mediante un telecomando. Il nome della startup è Notredame: un omaggio alle vetrate della cattedrale di Parigi.
dal Sole 24 Ore |
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Procedure più semplici per installare i pannelli solari
di Luca Salvioli
Tra gli interventi domestici liberalizzati dal decreto legge varato venerdì dal Consiglio dei ministri c'è anche l'installazione di pannelli solari, termici o fotovoltaici, senza serbatoio, da realizzare sugli edifici al di fuori dei centri storici (zona A). Per l'uso residenziale dei pannelli non ci sarà più bisogno della Dia. La denuncia di inizio attività andava presentata all'ufficio tecnico del comune con tanto di firma del responsabile del progetto, il nome dell'azienda incaricata e il documento unico di regolarità contributiva (Durc). Il Comune aveva tempo trenta giorni per opporsi, in caso contrario valeva il silenzio-assenso per l'inizio dei lavori.
Lo snellimento burocratico eviterà le code agli sportelli e agevolerà l'integrazione delle più diffuse energie rinnovabili sugli edifici. Va detto che già il decreto legislativo 115 del 2008 aveva tolto l'obbligo della dia «per impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi», dunque in un numero più limitato di casi. Alcune regioni, poi, hanno già adottato da tempo regolamenti di questa natura molto diversi tra loro. In attesa delle linee guida nazionali per l'autorizzazione degli impianti da fonti rinnovabili - che sono slittate a dopo le elezioni regionali insieme al nuovo conto energia per il fotovoltaico - il decreto snellisce e uniforma le procedure per installare i pannelli solari sulle abitazioni.
dal Sole 24 Ore |
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Digitale terrestre
Nel Nord Italia lo switch-off viene rimandato in autunno
Inizieranno solo tra settembre e ottobre i primi switch-off del 2010, cioè i passaggi definitivi alla tv digitale terrestre - e riguarderanno Lombardia e Piemonte orientale; poi toccherà a Emila Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Loswitch-over, cioè il passaggio di Raidue e Retequattro alla nuova tecnologia, nella macro-aera che comprende Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna si terrà invece a maggio.
Il calendario con le tappe del 2010 è stato fissato oggi nel corso della riunione del Cnid, il Comitato nazionale Italia digitale che ha accolto la proposta del viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani. Viene conferma pertanto uno slittamento delle date previste originariamente (in Lombardia e Piemonte orientale il passaggio era stato fissato nel primo semestre dell'anno), con ogni probabilità per evitare concomitanze con le elezioni regionali di marzo e con i mondiali di calcio in Sudafrica di giugno.
Dal 15 settembre al 20 ottobre passeranno totalmente al digitale la Lombardia, il Piemonte Orientale, le province di Piacenza e Parma; dal 21 ottobre al 25 novembre verranno coinvolte Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Con il passaggio al digitale della Liguria dal 26 novembre al 20 dicembre, si concluderanno i passaggi per l'anno 2010, che coinvolgeranno in totale 23 milioni di abitanti, portando il 70% della popolazione italiana in ambiente interamente digitale.
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Per sopravvivere nei mercati globali, le aziende devono trovare nuovi modi per integrare la produzione su scala mondiale al fine di ridurre i costi e attingere a nuove fonti di conoscenza e competenza. Occorre pianificare in modo attento dove e come avverrà la produzione e a chi sarà affidata.
Al contempo, l'avvento di nuove tecnologie e di nuovi modelli di business consente alle imprese di scomporre e ricomporre gli elementi costitutivi delle rispettive attività – gestione acquisti, produzione, ricerca, vendite, distribuzione, solo per fare qualche esempio - in nuove combinazioni e presso nuove sedi, con una più stretta interazione tra partner, fornitori e clienti.
In questo nuovo scenario di business, solo le aziende efficienti, competitive e produttive sono destinate a sopravvivere. Le aziende manifatturiere globali sono spinte con sempre maggiore urgenza a migliorare la produttività e la performance per rimanere competitivi e non rischiare di lasciare via libera a rivali più efficienti.
Anche un piccolo miglioramento può funzionare
Anche chi produce a basso costo in Asia e nell'Europa dell'est deve affrontare oggi una concorrenza agguerrita, poiché la rapidità della crescita attira sul mercato nuovi attori. C'è però una buona notizia: anche un piccolo miglioramento in termini di produttività può servire a rendere più competitivi, consentendo un notevole risparmio.
ABB progetta e realizza prodotti, sistemi e servizi innovativi che consentono alle aziende di aumentare la produttività e restare competitive.
Quasi tutte le aziende sono già ricorse ai metodi classici per accrescere la produttività, come l'automazione di operazioni semplici, l'outsourcing finalizzato a trarre vantaggio da una manodopera a basso costo, oppure l'ottimizzazione della catena di fornitura.
Oggi le aziende manifatturiere sono alla ricerca di nuove modalità per incrementare la produttività e la risposta sta in una sintesi tra sistemi di automazione efficienti e affidabili, programmi di asset management e gestione dati in tempo reale e una profonda conoscenza dei processi produttivi.
Questo è di particolare importanza in un contesto in cui la produzione non è più vista come qualcosa di estraneo al resto dell'azienda, bensì come una sua parte integrante, che deve operare nel rispetto di vincoli societari.
Una sfida complessa
L'ottimizzazione degli impianti spesso rappresenta una sfida complessa. Migliorare la produttività degli impianti può di per sé costituire un processo difficile.
Ma gli esperti ABB nel campo dell'energia e dell'automazione sono già riusciti in questo intento con migliaia di clienti, utilizzando strumenti e strategie collaudati in tutti i comparti manifatturieri.
Grazie alle sua vasta competenza e ad una base installata su scala globale, ABB sviluppa tecnologie che consentono a clienti operanti in diversi settori di ottimizzare la produttività; grazie ad una combinazione tra sistemi di automazione e conoscenza dei processi produttivi, ABB supporta i propri clienti nella crescita e nell'uso più efficiente dell'energia.
Le competenze maturate in ogni singolo comparto industriale vengono poi condivise all'interno del Gruppo ABB, che promuove il trasferimento dei benefici individuati da un settore all'altro.
Sapere e industria
I nostri ingegneri ricercatori uniscono all'esperienza maturata presso il cliente le competenze acquisite attraverso la collaborazione con circa 70 tra i principali centri di ricerca universitaria del mondo.
I prodotti ABB hanno tempi di consegna molto brevi, si installano facilmente ed il loro costo lungo tutto il ciclo di vita è basso. Le nostre soluzioni migliorano la qualità e aumentano il tasso di produzione, riducendo al contempo gli scarti. Inoltre, i numerosi servizi proposti da ABB consentono di ottenere sempre il meglio dagli impianti installati, consentendo ai clienti di concentrarsi sul proprio core business.
L'accelerazione di un sistema o la riduzione degli scarti, ad esempio, consentono ai clienti di sfruttare maggiormente i sistemi installati, ottenendo un migliore ritorno dell'investimento.
Strumentazione, motori, azionamenti e sistemi di controllo ABB provvedono in modo integrato al monitoraggio e alla regolazione di variabili di processo quali la temperatura, la pressione e la composizione dei materiali, nel rispetto delle specifiche più rigorose.
Un milione al giorno
Ogni giorno ABB consegna ai suoi partner ed ai clienti finali oltre un milione di prodotti per l'automazione dedicati a un'ampia gamma di comparti industriali e delle utility, oltre che agli edifici per uso residenziale e commerciale.
I motori e gli azionamenti, fulcro delle soluzioni industriali ABB, da oggi sono sempre più efficienti da un punto di vista energetico e consentono di aumentare la produttività, la flessibilità e la qualità degli impianti, sfruttando in modo più intenso energia e materie prime.
Le soluzioni software ABB ottimizzano i processi, mantenendo costante la qualità della produzione e abbassando, al contempo, i margini di errore tradizionali.
Ad esempio, la misurazione in tempo reale eseguita grazie a software ed a sistemi ABB nel settore della raffinazione rende più efficiente la miscelazione della benzina, assicurando il livello di ottani dichiarato, senza superare i livelli specificati.
I sistemi di controllo ABB offrono funzioni esclusive per il controllo delle centrali elettriche, ad esempio in alcune applicazioni critiche degli impianti a carbone, come la desolforazione, la gestione di carbone e ceneri o i processi di trattamento acque reflue.
Al servizio di molti mercati
ABB si rivolge a diversi mercati, tra cui Oil & Gas, produzione di energia, industria chimica e farmaceutica, carta e cellulosa, industria metallurgica e mineraria, settore navale e turbochargers.
I servizi professionali ABB consentono ai clienti di ottimizzare l'efficienza complessiva degli impianti: eliminano i colli di bottiglia, ottimizzano la logistica dei processi, prolungano la durata di vita degli impianti, riducono i tempi di fermo, consentendo spesso considerevoli risparmi economici.
Le soluzioni ABB nel settore della robotica consentono di realizzare la produzione in tempi più brevi e con risultati qualitativamente migliori, proteggendo al tempo stesso gli operatori dai pericoli dell'ambiente di lavoro. Le nostre soluzioni applicati in diversi settori: industria automobilistica, settore della plastica, industria metallurgica, fonderie, elettronica, industria farmaceutica, alimentare e delle bevande.
Siamo fornitori leader di robot industriali, software, periferiche, celle robotizzate modulari nonché servizi per applicazioni quali la saldatura, la manipolazione, l'assemblaggio, la verniciatura e la finitura, le operazioni di prelievo, imballaggio, pallettizzazione e asservimento macchine.
Sempre più spesso i clienti affidano ad aziende esterne tutte le attività di analisi e manutenzione degli impianti, dedicandosi così esclusivamente al compito fondamentale di realizzare prodotti di qualità. ABB è uno dei più importanti fornitori di questo tipo di contratti di full service, in cui ABB si assume la responsabilità dei processi manutentivi del cliente – condividendo con il committente gli effetti positivi di questa attività.
Il ruolo centrale dell'innovazione
L'innovazione è un elemento fondamentale del costante successo del portafoglio di prodotti ABB per la produttività, quello che ci distingue dalla concorrenza.
Stiamo sviluppando nuove tecnologie in diverse aree: controllo di processo avanzato, programmazione in tempo reale, manutenzione predittiva, comunicazioni wireless, asset management remoto e dispositivi di automazione più piccoli e più intelligenti, oltre a una serie di servizi basati sulle performance che consentono al cliente di rendere più efficienti gli impianti installati.
Siamo alla costante ricerca di modalità più efficaci per elaborare l'enorme quantità di dati generata negli impianti industriali o nelle utility, in modo coerente e in tempo reale, affinché i nostri clienti possano affermarsi come le migliori realtà delle rispettive categorie.
Ma non sono solo i nostri clienti a trarre vantaggio da tutto ciò. Le stesse soluzioni che proponiamo, vengono applicate in ABB ai nostri processi industriali, per ottimizzare la produttività delle nostre stesse attività.
testo a cura di ABB S.p.A. |
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La rete del futuro
Al settore dell'energia è sempre stato richiesto di fornire energia sicura, economicamente efficiente e sostenibile. Tuttavia, negli ultimi 15 anni i mercati sono profondamente cambiati: la domanda è esplosa, i mercati sono stati liberalizzati e sono state introdotte fonti di energia rinnovabili. I cambiamenti hanno fatto sentire i loro effetti in tutto il mondo, ma soprattutto in Europa, dove le reti elettriche sono una realtà da lungo tempo consolidata. Oggi, l'accento posto sull'efficienza dell'energia, richiesta da tematiche ambientali e dalla riduzione delle risorse naturali, ha portato allo sviluppo di nuove tecnologie sia per i sistemi di generazione sia per i sistemi di fornitura dell'energia. Per mantenere l'equilibrio tra produzione e consumo di elettricità, le reti di distribuzione devono diventare più flessibili e reattive, sia nella struttura che nel funzionamento.
Le nuove tecnologie svolgeranno un ruolo centrale nel soddisfare queste esigenze e molte soluzioni innovative e collaudate sono già disponibili. La sfida ora è integrare tali soluzioni nella rete: rinnovando le reti presenti al fine di fornire sistemi moderni, flessibili e sostenibili: le reti di distribuzione del futuro.
Questo documento illustra l'opinione di ABB in merito alle opzioni disponibili per consolidare la rete di distribuzione elettrica in Europa.
Cambiamenti nel settore della produzione di energia
Dai primi anni '90, abbiamo assistito a due fondamentali cambiamenti nel settore dell'energia. Il primo è stato la liberalizzazione dei mercati dell'elettricità in tutto il mondo e che ha portato alla separazione tra la generazione di energia (ingrosso e dettaglio) e la trasmissione e distribuzione (T&D). Questo "unbundling" del settore energia ha ridotto il coordinamento tra le aziende che producono energia e gli operatori dei sistemi di trasmissione.
Il secondo importante cambiamento è stato la riduzione dell'uso di combustibili fossili, grazie ai miglioramenti nell'efficienza dei sistemi tradizionali di generazione e fornitura e in seguito al sempre maggiore impiego di fonti energetiche rinnovabili. Sono state costruite nuove centrali termoelettriche combinate, e il numero di impianti eolici è in rapida crescita.
Negli ultimi 15 anni, l'energia eolica ha guidato la crescita nel settore delle energie rinnovabili, grazie all'abbondanza di energia primaria e agli sviluppi tecnologici che hanno reso più competitivo produrre elettricità sfruttando la forza del vento. L'uso di fonti energetiche rinnovabili è inoltre al centro delle politiche dei governi di tutto il mondo e in alcune zone sono disponibili sostanziosi sussidi agli investimenti.
In Germania, che detiene la capacità installata maggiore al mondo, l'energia eolica è in grado di fornire fino a quasi 24.000 MW.
Conseguenze dell'aumento della generazione di energia da fonti rinnovabili
L'energia eolica è caratterizzata dalla dipendenza dalle piuttosto imprevedibili condizioni di vento locali, e dal fatto che molti dei migliori parchi eolici sono ubicati in luoghi remoti, lontani dai centri della domanda. La configurazione è radicalmente diversa rispetto agli impianti tradizionali, sviluppati attorno a una rete di stazioni termiche estremamente affidabili, poste in prossimità dei centri di consumo. In questo modo si evitava la trasmissione su lunghe distanze di grandi quantità di energia, per la quale il sistema non era mai stato predisposto.
Per fare fronte alle irregolari forniture di energia rinnovabile provenienti da postazioni a grandi distanze, occorre aumentare la capacità e la flessibilità della rete di trasmissione creata. Le perdite registrate nelle trasmissioni su lunghe distanze devono essere ridotte al minimo e i periodi di assenza di vento devono essere compensati da sistemi di fornitura di backup affidabili. L'energia rinnovabile deve essere almeno altrettanto affidabile quanto quella di tipo tradizionale.
L'alimentazione di backup per le energie rinnovabili può essere fornita da accumulatori di energia, da sistemi di gestione del carico o da impianti tradizionali. Poiché la tecnologia richiesta per immagazzinare energia in quantità sufficienti rimane spropositatamente costosa, la gestione del carico e l'uso di impianti tradizionali rimangono le nostre sole opzioni.
Nelle centrali elettriche tradizionali ciò comporta adattare le procedure operative per consentire l'avvio rapido di una capacità di riserva per soddisfare i picchi di domanda, mantenendo al contempo l'efficienza del proprio impianto.
L'impatto delle unità di generazione indipendenti
I blackout verificatisi in Europa nel novembre 2006 hanno dimostrato l'impatto delle unità di generazione indipendenti su un sistema di alimentazione interconnesso: in seguito a un arresto pianificato di una linea ad alta tensione in Germania, una serie di altre linee sono inaspettatamente saltate e la rete di alimentazione europea è stata suddivisa in tre aree separate, con ingenti squilibri energetici in ciascuna di queste. Ne sono derivati blackout della durata tra 20 e 90 minuti in oltre 15 milioni di abitazioni e si sono registrate estese interruzioni dei sistemi di trasporto e comunicazione. Uno dei principali fattori che ha contribuito alla gravità della situazione è stata la mancanza di coordinamento tra gli operatori europei dei sistemi di trasmissione.
Dopo il guasto iniziale, l'energia eolica nel Nord della Germania è stata automaticamente scollegata dalla rete, senza consultare gli operatori di sistema. In questo caso specifico, interrompere l'alimentazione ha stabilizzato la situazione (i parchi eolici si trovavano in una zona di sovrapproduzione), ma una mossa di questo genere avrebbe facilmente potuto peggiorare le cose.
Il ripristino della fornitura di energia elettrica è stato ritardato a causa della scarsa comunicazione tra le aziende addette alla generazione e gli operatori responsabili di ciascuna parte della rete: gli operatori non avevano accesso a dati in tempo reale dai generatori collegati alla rete.
È chiaro che i sistemi di gestione della rete di distribuzione devono essere cambiati e che le attrezzature devono essere aggiornate. Cito di seguito una relazione sui blackout della UCTE (Union for the coordination of transmission of electricity, Unione per il coordinamento della trasmissione di energia elettrica); "La crescita delle attività di mercato e il rapido ed efficace sviluppo della produzione regionale intermittente di energia elettrica a ridotta prevedibilità (energia eolica) hanno portato ad un netto aumento dei flussi di energia transcontinentali. Sebbene la rete sia stata originariamente creata per il supporto reciproco, è oggi diventata la piattaforma per lo scambio di volumi sempre maggiori di energia all'interno del continente.
In questo contesto, il funzionamento della rete è diventato molto più complesso."
Nuove opzioni per le reti di trasmissione di potenza
Le nuove esigenze di energia rinnovabile e di scambio commerciale di energia comportano che le griglie di trasmissione interconnesse non possano più contare sull'equilibrio regionale di domanda e offerta. Per correggere la situazione sono possibili differenti approcci.
Alcuni dei problemi potrebbero essere affrontati realizzando nuove linee di alimentazione, ma tale approccio tende a scontrarsi con gli enti locali di pianificazione e con l'opinione pubblica contraria all'installazione di linee ad alta tensione in aree residenziali o soggette a vincolo ambientale.
È preferibile optare per un migliore sfruttamento delle linee esistenti.
A questo scopo, è possibile installare dispositivi per la trasmissione flessibile in corrente alternata (FACT - Flexible Alternating Current Transmission ), come i compensatori statici VAR (SVC - Static VAR Compensators) e condensatori in serie, che migliorano la stabilità della tensione e consentono di fare passare maggiore energia sulle linee esistenti. Inoltre, proteggono la rete dalle "oscillazioni del sistema" e da altri disturbi.
La necessità di migliorare la capacità di trasmissione in blocchi, dettata dalla concentrazione delle centrali eoliche in aree costiere, lontano dai centri di maggiore domanda, può essere soddisfatta potenziando la rete esistente o costruendo una rete sovrapposta dedicata esclusivamente alle trasmissioni in blocchi. Tenendo presente che la rete esistente è stata pensata per uno scopo completamente diverso, ovvero per il raggruppamento delle riserve e non per la trasmissione su lunghe distanze, la realizzazione di una rete sovrapposta, o per lo meno di alcune line di backup dedicate, potrebbe essere la soluzione migliore. Tale rete potrebbe essere un sistema a corrente alternata (CA), con maggiori livelli di tensione, o un sistema a corrente continua ad alta tensione (HVDC). Quest'ultimo offre maggiore capacità di trasmissione per corridoio e non consuma potenza reattiva. Se usato insieme a VSCs - voltage source converters , basati su IGBT (Insulated Gate Bipolar Transistor) il sistema HVDC può inoltre offrire un supporto di energia reattiva alle reti locali di distribuzione.
Il sistema VSC-HVDC è una soluzione per le regioni in cui sono concentrati i parchi eolici, vale a dire aree remote alla periferia della rete. Il sistema VSC-HVDC di ABBsystem si chiama HVDC Light©. È disponibile dal 1997 ed è oggi in grado di raggiungere potenze nominali di 1.100 MW.
La capacità di HVDC Light® di generare potenza reattiva e di avviarsi da zero (condizioni di blackout) rende la tecnologia particolarmente adatta per collegare i parchi eolici offshore alle reti sulla terraferma. In molti casi è ragionevole estendere le connessioni HCDV fino all'interno, oltre le aree costiere, per realizzare collegamenti ad alto rendimento con la rete, realizzando in modo efficace il concetto di griglia sovrapposta.
Maggiore trasparenza per gli operatori
Con il sempre maggiore aumento della trasmissione di energia prodotta da fonti rinnovabili, le reti devono adattare non solo le proprie strutture di trasmissione, bensì anche la loro prontezza di risposta alle maggiori e più rapide variazioni di carico causate dalla produzione intermittente. Un'efficace gestione della rete sarà realizzata solo migliorando le procedure di raccolta e comunicazione dati, per fornire agli operatori informazioni aggiornate sullo stato dei componenti della rete. Nuovi sistemi di monitoraggio su vasta scala sono in grado di fornire tale servizio, usando strumenti di misura vettoriali PMU (phasor measuring units) in punti strategici della rete .
Le unità raccolgono dati in tempo reale sullo stato della rete, consentendo agli operatori di identificare i guasti e di intervenire prima che si estendano su larga scala.
Durante i blackout del 2006, gli operatori ignoravano che la rete si fosse suddivisa in tre sottosistemi asincroni e il ripristino dell'operatività fu pertanto ritardato. L'impiego di un sistema di monitoraggio esteso e una migliore comunicazione avrebbero evitato una situazione di questo tipo, e avrebbero favorito lo scambio di informazioni e velocizzato il ripristino del sistema. Con l'aumento del volume delle trasmissioni su lunghe distanze attraverso la rete, la frequenza di tali inconvenienti aumenterà. L'efficace raccolta dei dati critici per il sistema e la loro comunicazione agli operatori dei sistemi sono essenziali per la futura stabilità della fornitura di energia elettrica e sono esplicitamente specificate nel rapporto UCTE relativo ai blackout del 2006.
Come abbiamo visto, il crescente impiego di fonti energetiche primarie irregolari quali il vento pone ulteriori aspettative sui dispositivi di controllo del sistema di alimentazione. Tali esigenze hanno inoltre effetti sulla capacità di produzione delle riserve (capacità di fornire energia a breve termine per compensare disturbi di frequenza/interruzioni non pianificate e oscillazioni di carico).Ciò è di particolare rilevanza per i sistemi che si affidano a centrali a carbone per le riserve. L'avvio di tali generatori in risposta a oscillazioni della domanda può essere costoso e ridurre l'efficienza complessiva dell'impianto. Tuttavia, l'applicazione di moderne tecnologie di controllo per ottimizzare il processo può assicurare considerevoli risparmi. I sistemi ABB basati su modello, MODAN e MODAKOND, sono in grado di calibrare il funzionamento di turbine e caldaie nelle centrali termoelettriche a vapore, consentendo procedure di avvio e arresto più regolari, con conseguente minore usura delle apparecchiature, e contribuendo in misura percentuale alla riduzione delle esigenze di potenza ausiliaria dell'impianto. In modalità regolata – fondamentale per assicurare le riserve rotanti– è stato dimostrato un guadagno di rendimento dello 0,48 %.
Con l'incremento dell'uso dell'imprevedibile energia eolica, la capacità di riserva diventa sempre più importante. Per migliorare l'affidabilità e l'efficienza in questo senso potrebbe essere necessaria la modernizzazione degli impianti esistenti al fine di assicurare l'affidabilità della fornitura, in più un intervento di questo tipo è anche un'opportunità commerciale per gli operatori: in un mercato dell'energia liberalizzato, un'affidabile capacità di riserva è un prodotto da offrire sul mercato. Ad esempio, in un caso, la modernizzazione coordinata di turbina, caldaia e unità di controllo ha fatto impennare il grado di massimo adattamento di potenza(il tasso al quale un impianto è in grado di aumentare la propria potenza erogata) da 2 MW/minuto a 50 MW/minuto, e la precisione di comando da +/-5 percento a +/-0,5 percento. La modernizzazione ha consentito inoltre a questa centrale di fornire controllo della riserva primaria e secondaria.
Prospettive future
I sistemi di generazione dell'energia del futuro comprenderanno un numero sempre maggiore di energie rinnovabili, capacità di produzione distribuita e indipendente e, in molti casi, significativi volumi di scambi commerciali di elettricità. Ciò comporterà nuovi requisiti per i sottosistemi di generazione tradizionali e per la rete di trasmissione, in conseguenza della dipendenza regionale dalla disponibilità di energia primaria, delle fonti di energia primaria imprevedibili, delle informazioni limitate sul comportamento dei sistemi di generazione distribuiti e dell'impatto dello scambio commerciale di energia. Per gli operatori dei sistemi, il cambiamento più importante sarà la prevedibilità del sistema. In passato, l'unica variabile esterna che gli operatori dovevano gestire era la mutabilità della domanda dei consumatori (carico), tutto il resto era prevedibile. Ciò ha portato allo sviluppo di un sistema organizzato interamente attorno al carico. In futuro gli operatori dovranno considerare molte più variabili al di fuori del loro controllo. Dovranno bilanciare il sistema al fine di garantire la fornitura di energia elettrica sicura, efficiente e affidabile a cui le moderne società industrializzate sono ormai abituate.
Le tecnologie già disponibili per affrontare queste sfide comprendono moderni sistemi di controllo per le centrali elettriche, soluzioni per migliorare la capacità di trasmissione e ottimizzare la raccolta dati e i sistemi di comunicazione. La sfida dei prossimi anni non è quindi lo sviluppo di ulteriore tecnologia, bensì l'applicazione di soluzioni disponibili nelle reti esistenti. La conoscenza approfondita dei sistemi di produzione di energia esistenti sarà essenziale per implementare la corretta soluzione nel posto giusto al momento adeguato.
testo a cura di ABB S.p.A. |
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La pellicola che cattura il sole
l'ultima frontiera del fotovoltaico
di Orazio Vecchio
Superfici fotovoltaiche di spessore invisibile all'occhio umano, applicabili anche su plastica perché prodotte non attraverso l'uso del laser ma per mezzo di un procedimento a freddo. E che dunque potremo trovare su fogli di plastica o in forma di pellicola avvolta come carta da parati. L'ultima delle tecnologie nate nell'Etna Valley ... clicca sulla link utile per leggere tutto il servizio. |
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EVENTI
Dal 5 al 28 novembre 2009, fieramilano – Rho
EnerSolar+ il nuovo salone interamente dedicato all’energia solare fotovoltaicae termica. Si svolgerà in contemporanea con GREENERGY EXPO. Due grandi eventi dedicati alle energie rinnovabili: solare fotovoltaico e solare termico, geotermia, biogas, mini e micro idroelettrico, energia dal legno e pellets, cogenerazione e mercato dell’energia. |
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NEWS
Digitale terrestre, un italiano su tre è (quasi) pronto
di Antonio Noto
16 OTTOBRE 2009
Gli italiani ancora non si sono perfettamente adeguati al nuovo sistema del digitale terrestre. Poco più di uno su tre, infatti, ha acquistato il decoder esterno o un nuovo apparecchio televisivo per ricevere il segnale. Certo, il ritardo si accumula prevalentemente nelle zone in cui lo switch off ancora non è avvenuto. E tuttavia lo scarto non è così largo come ci si aspetterebbe: anche nelle aree già interessate dal passaggio la percentuale di chi ha già fatto l'acquisto è inferiore al 50%.
Chi si è attivato verso la nuova tecnologia lo ha fatto soprattutto nell'ultimo anno, e ha optato per un passaggio morbido: la maggioranza ha infatti privilegiato la tecnologia zapper, quella cioè che amplia il parco canali disponibili senza includere tra questi i canali a pagamento.
Non ci sono stati particolari problemi nell'utilizzo dei nuovi strumenti: chi ha installato l'apparecchio dichiara di averlo fatto con notevole facilità, senza ricorrere all'ausilio di un tecnico. Certamente ha aiutato il fatto di non dovere acquistare una nuova antenna o un nuovo televisore, come ha dichiarato la maggioranza degli intervistati.
Le abitudini di consumo, tuttavia, non sembrano avere subito grossi stravolgimenti: solo la metà di coloro che dispongono del digitale terrestre dichiara di utilizzarlo abitualmente o con una certa frequenza, e ciò avviene soprattutto nelle aree già protagoniste dello switch off. Del resto, rispetto alle aspettative maturate nel passato il giudizio sul nuovo sistema è moderatamente positivo, senza cioè particolare enfasi: se più di un cittadino su tre si reputa soddisfatto, oltre la metà dei fruitori dichiara di sentirsi indifferente o, in una percentuale minore, deluso. Evidentemente la qualità della visione - quasi unanimemente giudicata superiore rispetto a quella del vecchio sistema – non ha rappresentato un incentivo decisivo alla modifica delle proprie abitudini e alla formulazione della propria opinione in merito.
Certo, la scelta di puntare prevalentemente sull'ampliamento dell'offerta in chiaro, senza includere dunque la maggiore varietà di opzioni rappresentata dai canali a pagamento, può avere limitato la percezione dei vantaggi connessi all'utilizzo della nuova tecnologia. La quale, tuttavia, ha comportato qualche problema di ricezione: più della metà degli intervistati – prevalentemente nelle zone non interessate dallo switch off - ha dichiarato infatti di avere sperimentato delle difficoltà nel sintonizzarsi su determinati canali. A tale proposito, le maggiori difficoltà sono sorte con il segnale delle reti Rai, molto meno con quelle di Mediaset.
Antonio Noto- Direttore IPR Marketing |
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NEWS
Assegnate le risorse per il 2009 relative al Bonus Sicurezza per i commercianti
Sono già esaurite le risorse finanziarie stanziate per l'anno 2009, relativamente al credito d'imposta a favore dei commercianti che hanno sostenuto delle spese per prevenire furti e rapine, compresa l’installazione di impianti di allarme. Il comunicato ufficiale arriva da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Nel corso dell'anno 2009, entro il 23 aprile 2009, sono pervenute 2.617 istanze di attribuzione del credito d'imposta a favore delle piccole e medie imprese commerciali per l'adozione di misure per la sicurezza.
L'assegnazione delle risorse stanziate per l'anno 2009, pari a 10 milioni di euro, si è conclusa il 1° marzo con l'accoglimento di 4.775 istanze, di cui n. 3.852 dell'anno 2008, che non risultano soddisfatte nel precedente esercizio finanziario 2008 per esaurimento delle relative risorse e sono perciò dotate di conseguente titolo di precedenza sui fondi 2009. Inoltre sono pervenute altre 923 istanze, presentate nell'anno 2009. Le domande che non hanno trovato soddisfazione nel 2009 avranno una precedenza nel prossimo esercizio 2010
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A partire da settembre 2009, le prime lampadine tradizionali scompariranno dagli scaffali dei negozi e non saranno più in vendita. Anno dopo anno altri modelli di lampadine saranno eliminati.
Nella nostra gamma di lampadine fluorescenti compatte, troverai sicuramente delle ottime alternative alle lampadine ricoperte (quelle con il bulbo smerigliato o opaco). Ecco perché questo tipo di lampadine sarà eliminato già a partire da settembre 2009. Le lampadine trasparenti verranno eliminate dal mercato gradualmente, a cominciare dai modelli con wattaggio più elevato. Il miglior sostituto per questo tipo di lampadine è offerto dalla gamma alogena a risparmio energetico di Philips, in grado di garantire risparmi fino al 50%. |
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Ad oggi, un terzo dell'energia elettrica utilizzata nel mondo è destinata all'illuminazione. Questo progetto ridurrà del 30% il consumo di energia elettrica utilizzata per l'illuminazione domestica in Europa, evitando così che 23 milioni di tonnellate di CO2 vengano rilasciate nell'aria ogni anno. Scopri quale impatto può avere la scelta di prodotti a risparmio energetico visitando il sito www.asimpleswitch.com
Inoltre, poiché questo genere di prodotti dura più a lungo rispetto alle lampadine tradizionali, contribuirai a produrre meno rifiuti. Tuttavia, poiché le lampadine fluorescenti compatte contengono componenti elettronici e una piccola quantità di mercurio è importante seguire la procedura di smaltimento e riciclaggio prevista per i prodotti elettronici, per non arrecare danni all'ambiente. |
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La Commissione europea, l'industria dei sistemi di illuminazione e i consumatori europei hanno un obiettivo comune: preservare l'energia e ridurre le emissioni di CO2, offrendo allo stesso tempo un'ampia scelta di lampadine sostitutive a prezzi ragionevoli.
Dal dicembre 2006, l'industria europea dei sistemi di illuminazione ha sostenuto le iniziative legislative dei governi di tutto il mondo volte ad accelerare l'eliminazione graduale delle lampadine per uso domestico meno efficienti.
Per raggiungere un risultato ambizioso ma allo stesso tempo fattibile, l'industria ha proposto un piano di eliminazione graduale basato su calcoli che permettono di ridurre le emissioni di CO2 tenendo conto dei traguardi realisticamente raggiungibili. L'8 dicembre 2008, gli stati membri dell'Unione Europea hanno accettato la proposta della Commissione di ridurre progressivamente la presenza delle lampadine a incandescenza nel mercato UE. La proposta finale è stata approvata in via definitiva dal Parlamento europeo lo scorso marzo 2009. |
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